Quando si parla di Spesometro occorre sempre molta cautela. I precedenti problemi che hanno caratterizzato il software e gli aggiornamenti dei contenuti consigliano una certa prudenza. La continua proposizione di nuove circolari da parte dell’Agenzia delle entrate lasciano intuire come il bisogno di chiarezza non basti mai e fanno pensare come una proroga dei tempi di comunicazione non sia affatto da escludere. In attesa di eventuali modifiche, comunque, le date da segnare sul calendario sono due: c’è quella del 10 aprile per le comunicazioni riferite all’anno d’imposta precedente per i soggetti che effettuano la liquidazione mensile ai fini dell’imposta sul valore aggiunto.

E quella del 21 aprile per le comunicazioni riferite all’anno d’imposta precedente per gli altri soggetti in capo ai quali sussiste l’obbligo di comunicazione. A brevissimo, ad esempio, è in arrivo un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate che esclude, anche per il 2016, le amministrazioni pubbliche e quelle autonome dall’invio dello Spesometro. Il provvedimento, dice l’Agenzia delle entrate, recepirà anche le richieste di commercianti al dettaglio e tour operator, limitando anche per quest’anno, l’obbligo di comunicazione delle operazioni Iva per questi soggetti, rispettivamente a 3.000 e 3.600 euro.

In un’ottica di semplificazione, i contribuenti che hanno già trasmesso i dati al sistema Tessera sanitaria, compresi gli iscritti agli albi professionali degli psicologi, degli infermieri e ostetrici e dei tecnici sanitari, possono non indicare nel modello polivalente dello Spesometro i medesimi dati. Anche le operazioni con i Paesi blacklist non devono essere più incluse, quindi, nella Comunicazione Polivalente 2017. Il quadro diventerà definitivamente più chiaro nei prossimi giorni, anche in relazione alla proroga dei tempi.

A ogni modo e al di là del versante della pubblica amministrazione, le comunicazioni da effettuare con lo Spesometro 2017 sono le cessioni di beni e prestazioni di servizi rese e ricevute per le quali c’è obbligo di emissione della fattura, indipendentemente dall’importo; le cessioni di beni e le prestazioni di servizi rese e ricevute per le quali non c’è l’obbligo di emissione della fattura, se l’importo unitario dell’operazione è pari o superiore a 3.600 euro al lordo dell’Iva; le operazioni in contanti legate al turismo di importo pari o superiore a mille euro, effettuate da chi esercita commercio al minuto e attività assimilate, o da agenzie di viaggi e turismo.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il commento!
Il tuo nome