Il presupposto del pagamento dell’Imu è il possesso di fabbricati con l’esclusione dell’abitazione principale, salvo che si tratti di un’unità abitativa classificata nelle categorie catastali A1, A8 e A9. Il soggetto attivo della riscossione dell’imposta è il Comune all’interno del quale si trova l’immobile oggetto di tassazione.

L’aliquota base dell’Imu è dello 0,5% ma ogni singolo Comune può azzerarla o aumentarla fino allo 0,6%. È prevista una detrazione di 200 euro per chi paga l’imposta sull’abitazione principale. Per le seconde case l’aliquota base è dello 0,86% e i Comuni possono azzerarla o aumentarla fino all’1,06%. I Comuni possono aumentare questa aliquota e salire fino all’1,14% in sostituzione della Tasi.

Chi paga la prima rata Imu 2021

L’Imu è dovuta dal proprietario dell’immobile, dal titolare del diritto reale di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi (diritto reale su un fondo altrui), superficie sull’immobile. Sono tenuti al pagamento anche i concessionari nel caso di concessione di aree demaniali. L’Imu non è dovuta dall’occupante dell’immobile che era assoggettato alla Tasi abolita dal 2020.

Per calcolare l’importo da pagare bisogna essere in possesso di rendita catastale, coefficiente dell’immobile e aliquota stabilita dal Comune. La rendita catastale va rivalutata del 5% e poi moltiplicata per il coefficiente dell’immobile che per le abitazioni è 160. Alla somma bisogna applicata l’aliquota stabilita da ogni singolo Comune. Il valore che si ottiene è l’ intera Imu annuale.

Prima di versare l’acconto Imu 2021 bisogna controllare le scelte dei Comuni che devono consegnare al Ministero dell’Economia le delibere approvate entro il 14 ottobre. Le delibere vengono pubblicate entro il 28ottobre. In caso di mancata pubblicazione entro questa data si applicano le regole dell’anno precedente. Per l’acconto si versa il 50% dell’importo del 2020, per il saldo si tiene conto delle nuove delibere, naturalmente se pubblicate.

Sono invariate rispetto agli anni scorsi le modalità di versamento. La prima scadenza è in programma entro mercoledì 16 giugno per pagare l’acconto o, per chi vuole, l’intero importo dovuto. Il saldo va versato entro il 16 dicembre. Per quanto riguarda le modalità di versamento, oltre al modello F24 e al bollettino postale, le norme prevedono la possibilità di effettuare i pagamenti tramite la piattaforma PagoPA.

La normativa prevede alcune esenzioni, tra le quali le pertinenze dell’abitazione principale, come cantine e box, non più di una per categoria. Non è previsto il pagamento dell’Imu per la casa familiare assegnata al genitore affidatario dei figli con provvedimento del giudice in caso di separazioni e divorzi. Per gli appartamenti affittati a canone concordato, l’imposta è ridotta al 75%. La riduzione arriva al 50% per la casa concessa in comodato d’uso gratuito tra genitori e figli o viceversa.

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