IT Wallet apre le porte a imprese e startup: chi può candidarsi, come registrarsi e presentare nuovi servizi per il portafoglio digitale. Un passaggio che può ampliare le opportunità per le aziende e cambiare l’esperienza di cittadini e imprese.

AgID ha aperto a imprese e startup la sperimentazione del Sistema IT-Wallet. Il regolamento, adottato il 23 ottobre 2026, stabilisce come registrarsi e testare servizi digitali. Il portafoglio può diventare un canale per presentare attestati verificabili a soggetti pubblici e privati, oltre a raccogliere documenti sullo smartphone.

La partecipazione è volontaria e riguarda la fase di test. Per proporre un servizio nuovo, inoltre, occorre sottoporre un progetto specifico alla valutazione dell’Agenzia per l’Italia Digitale, l’ente pubblico che coordina il sistema.

Chi può candidarsi al sistema IT-Wallet

Il regolamento prevede cinque categorie di partecipanti, ciascuna con una funzione nell’ecosistema. I fornitori di wallet privati sviluppano portafogli digitali; gli emettitori rilasciano attestati elettronici di attributi, per esempio relativi a una qualifica. Ci sono poi i titolari delle fonti autentiche da cui derivano i dati, i verificatori che controllano gli attestati presentati dagli utenti e gli aggregatori, che mettono a disposizione la tecnologia necessaria alla verifica.

La candidatura è aperta a soggetti pubblici e privati. Alcune funzioni pubbliche hanno già un titolare: PagoPA gestisce il wallet pubblico nell’app IO, mentre l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato cura il Registro del sistema e le attività di validazione tecnica. Gli operatori privati possono affiancare servizi e componenti alla soluzione pubblica.

Per fornire wallet o emettere attestati, gli operatori privati devono essere società di capitali o persone giuridiche riconosciute e dimostrare di disporre di una struttura operativa. Nel fascicolo vanno descritti il servizio, l’organizzazione, la sicurezza e la continuità operativa. Servono anche le certificazioni previste: ISO/IEC 27001, con le estensioni 27017 e 27018, ed ETSI EN 319 401; ai fornitori di wallet è richiesta anche ISO 9001.

La copertura assicurativa minima per wallet ed emettitori è di 1,5 milioni di euro l’anno e 150.000 euro per sinistro. Per gli aggregatori le soglie sono rispettivamente di 500.000 e 50.000 euro. Ai verificatori si applicano requisiti documentali più leggeri, oltre agli obblighi in materia di protezione dei dati.

Registrazione e proposte di nuovi servizi

Per entrare nel sistema, la candidatura va presentata ad AgID. Il portale dedicato non è ancora attivo: fino alla sua attivazione, la domanda si invia tramite PEC a protocollo@pec.agid.gov.it, insieme alla documentazione amministrativa e tecnica richiesta per il ruolo scelto. Se l’Agenzia non comunica un diniego entro 90 giorni, la richiesta è accolta con riserva, salvo sospensioni dei termini.

L’iscrizione al Registro arriva dopo il superamento dei test di validazione con il Poligrafico. AgID può verificare nel tempo che i requisiti siano mantenuti e, nei casi previsti, sospendere o revocare la registrazione.

Per testare una funzione già contemplata dalle regole, un’azienda deve seguire il percorso di registrazione. Se invece intende sperimentare un caso d’uso nuovo, presenta anche una proposta progettuale. Può farlo mentre la domanda di iscrizione è ancora in corso. Nel progetto vanno illustrati l’innovazione e l’utilità del servizio, gli obiettivi misurabili con le relative metriche, l’architettura e gli standard. Occorre indicare anche i rischi e le misure previste, le risorse umane e tecniche, la copertura finanziaria e la sostenibilità economica.

La soluzione deve aver raggiunto almeno il livello TRL 4, una maturità sufficiente per avviare i test. AgID decide l’ammissione nello Spazio di sperimentazione IT-Wallet, un ambiente controllato dedicato a validazione, integrazione e monitoraggio. Per gli aspetti di sicurezza coinvolge l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale; il Dipartimento per la trasformazione digitale interviene sulla coerenza con gli indirizzi nazionali.

La sperimentazione può durare fino a 18 mesi, con proroghe motivate. Le imprese sostengono i costi dei propri test. L’eventuale accesso al mercato resta soggetto ai requisiti ordinari.

Che cosa cambia per cittadini e imprese

Chi usa il wallet potrà dimostrare una caratteristica o una qualifica tramite un attestato digitale, evitando di consegnare copie da verificare manualmente. Una piattaforma, per esempio, può controllare un’abilitazione professionale presentata dalla persona. Perché la verifica funzioni, anche il servizio che riceve l’attestato deve essere integrato e in grado di controllare la credenziale.

Su IO è già disponibile la funzione Documenti, che permette di conservare sul telefono patente, tessera sanitaria e Carta europea della disabilità in formato digitale. Il Sistema IT-Wallet estende l’ambito delle attestazioni utilizzabili: può comprendere qualifiche, autorizzazioni e altri attributi, emessi da soggetti abilitati e spendibili presso organizzazioni compatibili.

Per una startup, il primo passaggio è individuare il ruolo da ricoprire: wallet, emettitore, verificatore o aggregatore. A ciascuna scelta corrispondono requisiti specifici da preparare. Se il servizio proposto introduce un caso d’uso nuovo, alla domanda si affianca il progetto, con obiettivi, architettura e piano finanziario. Si amplia così la possibilità di integrare nel portafoglio servizi digitali aggiuntivi, attraverso controlli tecnici e organizzativi prima del passaggio dalla sperimentazione all’offerta ordinaria.

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