Si chiama Encelado ed è una delle 62 lune di Saturno. Si estende per un milione di chilometro e la nuova scoperta della Nasa apre nuovi scenari e mette in discussione molte certezze. Sotto la crosta ghiacciata esiste un oceano di acqua liquida e sul fondale grandi sorgenti geotermali potrebbero essere simili a quelle terrestri. Dalla superficie si sprigionano giganteschi geyser, con sbuffi di idrogeno e anidride carbonica, ingredienti critici del processo della metanogenesi, la produzione di metano da parte di microrganismi. Possiede un’atmosfera, milioni di volte più sottile di quella terrestre, che potrebbe essere costituita da vapore d’acqua ionizzato.

L’individuazione di luoghi favorevoli allo sviluppo della vita è un processo sempre più serrato: quando troveremo le prime prove di creature aliene? Questa della possibile vita sulla luna di Saturno è solo la più recente delle scoperte. È di febbraio l’annuncio di Trappist-1: un sistema extrasolare di sette pianeti collocati in una zona abitabile, alla giusta distanza dalla propria stella. Ed è di una settimana fa la notizia della scoperta di GJ 1132b: questa super-Terra, a 39 anni luce, è il primo esopianeta mai osservato con un’atmosfera di acqua e metano e forse di ossigeno. Encelado, dunque, come una creatura mitologica metà uomo e metà bestia.

Era noto che potesse ospitare forme di vita biologica ma adesso la conferma arriva dalla Nasa, che ha pubblicato sul suo sito una collezione delle immagini più belle, grazie alle osservazioni della sonda Cassini, che nel 2015 si è gettata in uno dei ciuffi di vapore dei geyser, abbondanti intorno al Polo Sud di questa Luna. Grazie allo strumento Ion Neutral Mass Spectrometer, Cassini ha rilevato idrogeno e anidride carbonica, entrambi «ingredienti critici – osserva Science, che riferisce della scoperta – per il processo noto come etanogenesi», ossia per la produzione di metano da parte di microrganismi. Ideata da Nasa, Esa e Asi, la missione Cassini è stata lanciata il 15 ottobre 1997 e ha raggiunto Saturno il primo luglio 2004. Si concluderà con un tuffo sul pianeta il prossimo settembre.

La novità ha acceso la fantasia della comunità scientifica: «Si tratta di un passo in avanti importante nel valutare quanto Encelado possa essere abitabile», spiega il geochimico Jeffrey Seewald, dell’istituto oceanografico Woods Hole, nel Massachusetts. Per l’astrobiologa Daniela Billi, dell’università di Roma Tor Vergata, la ricerca nelle profondità dell’oceano di Encelado suggerisce una situazione che ricorda la Terra com’era circa 3,8 miliardi di anni fa, nell’epoca in cui sono comparse le prime forme di vita. Lo scenario suggerito ricorda quanto è avvenuto sulla Terra nelle lost city, ossia negli sfiatatoi idrotermali scoperti nel 2000 in fondo al Pacifico e subito individuati «come luoghi ideali per l’origine della vita», dice la Billi.

Il prossimo passo della Nasa è la missione Clipper: obiettivo, stavolta, è una luna di Giove. La sonda si poserà sulla superficie ghiacciata e  dovrà analizzare cosa si nasconde nel sottosuolo. Si ipotizza anche che esistano dei geyser, simili a quelli individuati su Encelado.

Articolo precedenteAuguri di Pasqua da inviare su cellulare sms, Facebook, WhatsApp cartoline, immagini animate simpatiche e divertenti
Prossimo articoloPasqua 2017: auguri online con le migliori frasi, cartoline e biglietti per email, WhatsApp e Facebook

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il commento!
Il tuo nome