La ricerca ha dato grandi risultati sui ratti.

Un ricerca effettuata a Belmont, nello stato USA del Massachussets, precisamente del McLean Hospital, ha dimostrato gli effetti beneici dello Xenon, un gas, per i pazienti affetti da PTSD, ovvero disturbo post traumatico da stress.

Il gas riduce i ricordi traumatici

Il portavoce e coordinatore dello studio, Edward G. Meloni, ha dichiarato che lo Xenon si è rivelato essere un gas con una capacità intrinseca di ridurre i ricordi legati agli eventi traumatici. Il dottor Meloni e il dottor Marc J. Kaufman, direttore del laboratorio di Diagnostica dell’ospedale di Belmont, hanno studiato come il gas Xenon, in bassa  concentrazione, fosse efficace sul processo di riconsolidamento, ovvero quella fase in cui ancora il cervello permette ai ricordi di essere modificati.

L’esperimento sui ratti

I ricercatori hanno compiuto gli esperimenti su dei ratti che erano stati in precedenza addestrati a provare timore in presenza di determinati stimoli ambientali, oltre che di scosse elettriche lievi. Dopo una sola esposizione allo Xenon, le risposte emotive dei ratti sono diminuite in maniera sbalorditiva. In breve, è stato come se i topini non ricordassero più di “dover” avere paura a determinati stimoli.

La spiegazione scientifica

Come afferma il dottor Meloni, molti farmaci e altre droghe bloccano i recettori NMDA che si occupano della memoria. Il gas Xenon, invece, non rimane nel cervello a lungo, anzi una volta entrato ne esce in maniera molto rapida. Per questa proprietà, lo Xenon potrebbe essere iniettato proprio al momento della riattivazione della memoria e per un breve lasso di tempo.

Le implicazioni sull’uomo

Dopo il successo sui ratti, lo studio passerà a verificare gli effetti dello Xenon sull’essere umano. Si cercherà di capire, dunque, se è possibile, con dosi basse del gas o con esposizioni di breve durata, bloccare i ricordi traumatici anche remoti, ovvero accaduti nel passato e orami consolidati.