Make!Sense, l'interfaccia universale per l'apprendimento

Progetto sperimentale interessante quello di Stephen H. Lewis che propone su Kickstarter una interfaccia universale e facile da usare destinata all’apprendimento. Si tratta di un sistema che permette di utilizzare praticamente qualsiasi tipo di sensore collegandolo al proprio computer o al proprio smartphone creando l’opportunità per una esperienza di apprendimento divertente e interattiva. Si chiama Make!Sense.

Make!Sense misura il battito
Make!Sense misura il battito

Con questa interfaccia è possibile collegare rapidamente e facilmente diversi tipi di sensore ad un device (computer, smartphone, …) e osservare il movimento, l’umidità, la luce, la temperatura e volendo anche il proprio battito cardiaco.

Come funziona

Ci sono due versioni dello strumento. Make!Sense Mini e Make!Sense Max. Make!Sense Mini può essere collegato all’ingresso jack audio di qualsiasi computer, anche portatile, iPad, tablet e perfino smartphone. Make!Sense Max si collega invece al computer utilizzando la presa USB. Una volta collegati al device è sufficiente collegare a Make!Sense un sensore. Esistono ormai sensori per il monitoraggio di qualsiasi cosa. Una volta collegato si può monitorare qualsiasi tipo di attività fisica e attraverso il software Senso!Suite si possono visualizzare e registrare i dati. Ma non si tratta solo di raccogliere dati, l’interfaccia permette di dialogare con altri software destinati all’apprendimento ed è quindi possibile creare esperimenti, giochi interattivi e addirittura nuovi programmi che sfruttano i sensi e permettono di interagire con il mondo fisico.

Un progetto per la scuola

Un esperimento di accelerazione
Un esperimento di accelerazione

Il progetto destinato al mondo dell’apprendimento nasce da un’esigenza concreta di Lewis che, avendo, insegnato per quindici anni, era alla ricerca di qualcosa che rendesse l’apprendimento divertente, coinvolgente e in qualche modo memorabile per i propri studenti, in modo da trasmettere veramente qualcosa. In questa ricerca si è scontrato con sistemi molto costosi che funzionavano benissimo però avevano un obiettivo, e quindi un utilizzo, molto specifico e limitato, e poi si è scontrato con sistemi open source che però richiedevano competenze e conoscenze tecniche molto complesse e non offrivano alcun contenuto.

Nel tentativo di unire questi due mondi che non dialogano tra loro e creare un vero e proprio percorso di studi sul mondo fisico, ha pensato di sfruttare alcune funzionalità accessibili dei sistemi più costosi e unirle alle possibilità più aperte offerte dai sistemi open source. Lewis sta sviluppando questo progetto in modo che studenti ed insegnanti possano utilizzarlo facilmente senza dover investire grandi somme per renderlo il più accessibile a tutti.

L'interfaccia collegata a sensori diversi diventa il controller per un videogioco
L’interfaccia collegata a sensori diversi diventa il controller per un videogioco