Il Lung Flute, un ausilio per pazienti con la fibrosi cistica

Parlare di muco e di secrezioni polmonari non è esattamente piacevole ma ci sono patologie molto serie in cui un ausilio che renda più facile ed efficace la mobilizzazione del muco, l’eliminazione delle secrezioni polmonari e l’igiene bronchiale, può essere importante. Lung Flute (in Italia conosciuto come flauto polmonare) promette di farlo attraverso onde/vibrazioni acustiche generate dal paziente durante l’uso.
Viene indicato come molto utile per patologie come la fibrosi cistica e proposto come ausilio in diversi reparti ospedalieri in cui ci possono essere pazienti con problemi di secrezioni (riabilitazione, pneumologia, pediatria, geriatria, …) ma è promosso anche come ausilio domestico.
Chiunque soffra di Bronco Patia Cronica Ostruttiva (BPCO) potrebbe trovare giovamento dall’utilizzo di questo ausilio.

Come funziona il flauto polmonare

Mediante vibrazioni acustiche generate dal flauto, il muco viene assottigliato, mobilizzato e poi facilmente rimosso. Per utilizzare il flauto polmonare il paziente deve semplicemente soffiarci dentro, lo sforzo richiesto è quello che normalmente basta a spegnere una candela. Il soffio del paziente fa muovere un’ancia, questa genera una vibrazione che produce un suono a basse frequenze che viaggiano all’interno dei polmoni. Giunte nei polmoni le onde separano il muco facilitandone il distacco e la conseguente espulsione quando il paziente espira vigorosamente.

La conferma dell’efficacia da recenti studi

Un recente studio delle Buffalo University apparso sulla rivista Clinical and Transnational Medicine conferma l’efficacia di questo strano ausilio, 69 pazienti affetti da BPCO sono stati monitorati nell’arco di 26 settimane, la metà di loro non ha utilizzato il flauto polmonare e per questi non ci sono stati cambiamenti migliorativi mentre i soggetti che lo hanno utilizzato due volte al giorno hanno riscontrato un calo significativo della propria difficoltà a respirare e meno attacchi di tosse. I pazienti sono stati sottoposti anche ad un controllo di una serie di fattori tra cui l’indice di massa corporea, l’ostruzione delle vie aeree, la dispnea e la capacità di esercizio (indice BODE). In particolare quest’ultimo fornisce un quadro più completo per i pazienti affetti da BPCO. Bene il Dott. Sanjay Bethi che ha condotto lo studio riferisce che nel gruppo che ha utilizzato il Lung Flute l’indice BODE non ha subito variazioni mentre nell’altro gruppo ha subito un innalzamento che denota un peggioramento delle condizioni.

Si tratta in ogni caso di uno strumento non invasivo, facile da utilizzare e senza controindicazioni perché può essere utilizzato in combinazione con terapie esistenti.