Google sta intensificando gli sforzi per innalzare l’affidabilità dei contenuti introducendo una nuova politica in materia di assistenza sanitaria e medicinali nell’ambito delle sue politiche pubblicitarie sulla sua piattaforma. La nuova politica vieta la pubblicità per qualsiasi forma di tecnica medica non dimostrata o sperimentale e limita la vendita di trattamenti potenzialmente dannosi.

Questa nuova politica proibisce la pubblicità di trattamenti attualmente in fase di ricerca, tra cui la maggior parte della terapia con cellule staminali, terapia cellulare (non staminale) e terapia genica. Fondamentalmente, Google non ammette più annunci di trattamenti medici che per ora non hanno sufficienti test clinici formali.

Questo cambiamento di politica è arrivato dopo la pubblicazione di annunci di marketing online di cliniche con cellule staminali, sostenendo di trattare le persone con dolori articolari, Alzheimer e altri disturbi. Una rapida occhiata alla politica mostra che Google consente ai produttori farmaceutici, certificati da Google, di pubblicizzare solo in determinati paesi attraverso diversi tipi di articoli. Google ha assicurato che continuerà a consentire la pubblicità di ricerche condotte per studi clinici e quando i ricercatori vogliono promuovere le loro scoperte al pubblico.

Intelligenza artificiale applicata alla salute

Di recente la società di Mountain View ha riporta a casa Deepmind Health, divisione che si occupa di intelligenza artificiale applicata alla salute. L’obiettivo è sviluppare un assistente personale per infermieri e medici con lo scopo di aiutarli con diagnosi e terapie. Ciò che sta già facendo il team di Streams (che è dentro Deepmind) in Gran Bretagna in accordo con il Servizio sanitario nazionale. Un team che Google vuole per sé, allargando così il business a tutto il mondo. Una mossa che secondo i critici rischia però di creare un problema di privacy.

Deepmind quando iniziò a lavorare era soggetta a un vincolo: i dati non sarebbero mai stati connessi agli account e ai servizi di Google. Promessa che secondo un portavoce di Deepmind rimarrebbe valida. Ma a rischio è oggi anche la composizione del team, composto solo da esperti britannici. E domani?

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