Windows 11

Microsoft ha eliminato dalle sue pagine di supporto le istruzioni ufficiali che permettevano di installare Windows 11 su dispositivi non conformi ai requisiti minimi di sistema. Questa decisione segna un cambio di rotta rispetto alla precedente apertura verso gli utenti con hardware meno recente.

La rimozione delle istruzioni ufficiali

Inizialmente Microsoft aveva fornito una guida per bypassare i controlli di compatibilità, consentendo l’installazione di Windows 11 su PC privi di TPM 2.0 o con CPU non supportate. Queste istruzioni includevano modifiche al registro di sistema, come la creazione della chiave AllowUpgradesWithUnsupportedTPMOrCPU e l’impostazione del valore su 1.

Tra dicembre 2024 e febbraio 2025, Microsoft ha rimosso queste indicazioni dalle sue pagine di supporto, lasciando gli utenti senza una guida ufficiale per l’installazione su hardware non conforme.

La rimozione delle istruzioni ufficiali non impedisce tecnicamente l’installazione di Windows 11 su dispositivi non supportati, ma segnala l’intenzione da parte di Microsoft di scoraggiare tali pratiche. Gli utenti che scelgono di procedere con l’installazione su hardware non conforme devono essere consapevoli dei rischi associati, tra cui la possibilità di non ricevere aggiornamenti di sicurezza e supporto tecnico.

Microsoft ha eliminato il comando bypassnro che permetteva di evitare l’obbligo di connessione a Internet e l’utilizzo di un account Microsoft durante la configurazione iniziale di Windows 11.

Nonostante la rimozione delle istruzioni ufficiali, ci sono ancora metodi non ufficiali per installare Windows 11 su hardware non supportato. Ad esempio, l’utilizzo di strumenti come Rufus consente di creare supporti di installazione che bypassano i requisiti minimi, come TPM 2.0 e Secure Boot.

In ogni caso il ricorso a questi metodi espone a rischi, tra cui problemi di compatibilità, instabilità del sistema e vulnerabilità alla sicurezza. Microsoft non fornisce supporto per installazioni effettuate su hardware non conforme e può impedire l’accesso a futuri aggiornamenti del sistema operativo.

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