L’innovazione portata dalla tecnologia Bluetooth ha trasformato il modo di ascoltare la musica e comunicare, senza la necessità di cavi e connettori. La sua applicazione è diffusa in numerosi dispositivi, dagli auricolari wireless fino ai sistemi di infotainment delle automobili. Anche gli assistenti digitali domestici, come quelli di Google e Amazon, si basano su questo protocollo per connettersi con altri dispositivi. Uno dei vantaggi è che, una volta effettuata la configurazione iniziale, il Bluetooth rimane attivo e operativo, per una connessione continua senza bisogno di riattivarlo manualmente.
Tutto sembrava condurre a un’era priva di cavi, fino a quando alcuni segnali hanno suggerito un rallentamento dell’adozione del Bluetooth. Alcuni produttori di smartphone hanno reintrodotto il jack per le cuffie, mentre altri continuano a promuovere l’uso esclusivo della tecnologia wireless.
Dal jack audio alla diffusione del Bluetooth
L’adozione del Bluetooth è cresciuta parallelamente alla progressiva scomparsa del jack per le cuffie dagli smartphone. Quando si sostituisce un dispositivo, il passaggio a auricolari wireless diventa quasi inevitabile.
Un elemento da conoscere è il codec audio, ossia l’algoritmo di codifica e decodifica del suono durante la trasmissione. Non tutti i codec Bluetooth offrono la stessa qualità audio, poiché variano in termini di latenza, efficienza energetica e stabilità della connessione. Prima di acquistare auricolari Bluetooth, è importante verificarne la compatibilità con il dispositivo utilizzato. Sul web sono disponibili strumenti per controllare il matching tra accessori e smartphone.
Come funzionano i codec audio nel Bluetooth
Il codec audio determina il modo in cui il Bluetooth trasmette il suono tra il dispositivo e le cuffie, influenzando la qualità e la stabilità della connessione. Durante la trasmissione, il codec codifica e decodifica i dati audio digitali, regolando il bitrate, ovvero la quantità di dati trasferiti al secondo. Un bitrate basso migliora la compressione ma riduce la qualità sonora, mentre un bitrate alto offre una resa audio superiore ma consuma più larghezza di banda. Il bilanciamento tra qualità e compressione è quindi una delle funzioni fondamentali dei codec Bluetooth.
Il codec SBC suddivide il segnale in più bande di frequenza, codificandole separatamente, garantendo un buon livello di compatibilità. I codec della famiglia aptX, sviluppati da Qualcomm, supportano una qualità audio fino a 16 bit e 48 kHz, con un bitrate massimo di 352 kbps, risultando particolarmente diffusi nei dispositivi Android. Un’alternativa ad alte prestazioni è il codec LHDC (Low Latency High Definition Codec), sviluppato da Hi-Res Wireless Audio Union e Savitech, che supporta una trasmissione dati fino a 900 kbps e una frequenza di campionamento di 96 kHz.
Cosa considerare quando si utilizza il Bluetooth
Uno dei limiti del Bluetooth riguarda la stabilità della connessione, influenzata da distanza, ostacoli fisici e interferenze radio. Maggiore è la distanza tra il dispositivo sorgente e gli auricolari, più alto sarà il rischio di perdite di segnale. Anche la presenza di pareti, persone o altri dispositivi elettronici può ridurre la qualità della trasmissione. Inoltre, segnali come il Wi-Fi o i forni a microonde possono interferire con la connessione.
Il codec AAC (Advanced Audio Codec) è ampiamente utilizzato sugli iPhone, garantendo un’alta qualità audio, ma è meno efficiente sui dispositivi Android, poiché tende a consumare più energia e presenta limitazioni nella velocità di trasferimento, fissata a 250 kbps. Sony ha sviluppato il proprio codec, LDAC, che consente di variare dinamicamente il bitrate, raggiungendo velocità di trasferimento fino a 990 kbps. Ma quando opera alla sua impostazione predefinita di 330 kbps, può risultare inferiore ad altri codec come aptX o SBC.










