TIM punta al controllo pubblico totale entro il 2029 e all’uscita dalla Borsa, restando autonoma sotto Poste. Sul futuro del ramo brasiliano, però, la cessione non è confermata: il suo ruolo sarebbe tattico.
Matteo Del Fante, amministratore delegato di Poste Italiane, punta a portare TIM al 100% del capitale e a ritirarla dalla Borsa entro aprile 2029. Al Forum economico Moneta ha indicato la scadenza del proprio mandato come orizzonte per completare l’operazione. La partecipazione di Poste ha raggiunto l’87% nell’ottobre 2026. Il piano prevede dunque il controllo integrale e il delisting, con TIM destinata a conservare autonomia nella gestione.
Dall’87% al ritiro dalla Borsa
Con l’87% del capitale, Poste ha già una quota di controllo e deve ancora acquisire le azioni residue per arrivare al 100%. Del Fante ha parlato di un paio d’anni per concludere il percorso, indicando come termine aprile 2029, quando scadrà il suo mandato. È questo l’orizzonte fissato dal manager per l’operazione.
Il delisting consiste nella revoca delle azioni dalle negoziazioni in Borsa. Nel progetto di Poste, il ritiro dal mercato accompagna il raggiungimento del 100% di TIM: l’acquisizione delle azioni ancora in mano agli altri soci e l’uscita dal listino sono due passaggi collegati. Il traguardo indicato da Del Fante definisce la direzione e i tempi attesi per il piano.
Per gli azionisti TIM, l’obiettivo annunciato è quindi una società interamente controllata da Poste e destinata a lasciare la Borsa una volta completata la scalata. La quota dell’87% rappresenta il livello raggiunto finora; il passaggio al capitale intero resta il lavoro da completare. Il percorso verso il 100% rientra nel piano presentato da Del Fante e si colloca entro la fine del suo mandato.
TIM resterà autonoma sotto Poste
Del Fante ha delineato una TIM indipendente nella gestione quotidiana, pur sotto il controllo della capogruppo. La società telefonica conserverà autonomia manageriale per operare con agilità in un settore complesso. Poste svolgerà il ruolo di capogruppo e le fornirà supporto, lasciandole una gestione autonoma.
Nella strategia industriale illustrata dal manager, TIM contribuisce alla trasformazione digitale delle imprese italiane. Le competenze e le attività del gruppo telefonico si affiancano ai servizi e alle relazioni commerciali che Poste ha già sviluppato nel mondo aziendale. Il progetto riguarda l’assetto del gruppo e il suo posizionamento; l’operazione societaria si inserisce in questa strategia.
La quotazione riguarda le azioni e la loro negoziazione sul mercato; l’autonomia, invece, concerne l’organizzazione e il funzionamento dell’azienda. Del Fante ha indicato entrambe le linee del piano: uscita dalla Borsa e indipendenza operativa. Il riassetto societario e la gestione industriale restano quindi due aspetti distinti del progetto di Poste.
TIM Brasil: impiego tattico, non vendita confermata
Del Fante ha descritto TIM Brasil, la controllata sudamericana, come un’attività che genera molta cassa ma non è strategica per Poste. Ha anche dichiarato che non è in vendita e che il gruppo intende utilizzarla in maniera tattica nei prossimi mesi. La scelta annunciata riguarda dunque l’impiego della controllata nel piano del gruppo.
I numeri del 2025 mostrano il peso della società brasiliana nei risultati di TIM. In quell’anno ha generato quasi metà del margine operativo lordo complessivo, pari a 2,1 miliardi di euro su 4,6 miliardi. Il mercato brasiliano ha inoltre rappresentato circa il 30% dei ricavi complessivi, quasi 14 miliardi di euro, e TIM Brasil contava oltre 60 milioni di clienti. Si tratta di una componente rilevante del business e della generazione di cassa del gruppo.
Poste porta avanti due linee di lavoro: in Italia, il controllo totale di TIM e il delisting entro il 2029; in Brasile, l’utilizzo tattico di un’attività redditizia, che Del Fante ha detto non essere in vendita. Per gli azionisti italiani, il piano riguarda la proprietà della società e la negoziazione dei titoli. Per i clienti, l’orizzonte delineato dal manager è legato alla governance e alla strategia industriale di TIM.










