La raccolta da 40 miliardi di SpaceX punta a costruire l’infrastruttura IA voluta da Musk, tra GPU Nvidia e pagamenti diluiti nel tempo. Un investimento colossale che apre interrogativi su scala, prezzi e disponibilità per le aziende.

SpaceX ha assunto un impegno vincolante per un leasing finanziario da circa 40 miliardi di dollari, destinato all’acquisto di GPU e attrezzature per i propri data center. L’intesa è stata firmata il 24 ottobre 2026 e annunciata due giorni dopo: un’entità gestita da Apollo Global Management comprerà i sistemi e li concederà in leasing all’azienda di Elon Musk. Il contratto quadro è atteso entro la fine del 2026, una volta soddisfatte specifiche condizioni.

La cifra dà la misura della posta in gioco sull’infrastruttura IA. Per sviluppare modelli e servizi su scala maggiore, le aziende hanno bisogno di acceleratori e capacità di calcolo; garantirseli può diventare un vantaggio competitivo. La corsa riguarda anche le imprese che acquistano servizi di intelligenza artificiale, perché disponibilità e costi dipendono dalla capacità dei fornitori di ampliare le proprie risorse.

GPU Nvidia e pagamenti distribuiti nel tempo

Il leasing è stato progettato per fornire chip di nuova generazione NVIDIA Vera Rubin, prodotti dal gruppo statunitense specializzato in processori e acceleratori. Le GPU saranno consegnate in più tranche nella prima metà del 2027. Ogni lotto avrà un piano autonomo, della durata prevista di circa cinque anni o cinque anni e un quarto a partire dalla consegna.

Le rate saranno trimestrali e anticipate. La struttura prevede una quota del costo finanziato, gli interessi calcolati a tasso annuo fisso sul saldo residuo e le spese correnti. Il tasso verrà stabilito in base alle condizioni di mercato prima della firma del contratto quadro. Nell’arco dei leasing SpaceX prevede di versare circa 40 miliardi di dollari di capitale.

Tra i finanziatori figurano Apollo e Goldman Sachs, che svolge il ruolo di agente strutturatore unico. Impegni iniziali sono stati assunti anche da fondi e conti gestiti da BlackRock e Goldman Sachs Asset Management, oltre che da conti di capitale seguiti da KKR. SpaceX ha definito l’intesa il più grande finanziamento di GPU mai assunto con impegno vincolante. Le consegne sono pianificate per il 2027.

La formula permette di acquisire capacità senza sostenere subito l’intero costo delle apparecchiature, ma comporta obblighi pluriennali. Su X Elon Musk aveva parlato di finanziamento a debito, richiamando il rating investment grade e i ricavi di Starlink e dei lanci. La struttura resa pubblica è quella di un leasing finanziario: il locatore sarà il proprietario iniziale dei sistemi e li affitterà a SpaceX.

La scala degli investimenti nell’intelligenza artificiale

L’impegno si aggiunge a una fase di espansione che richiede già ingenti risorse. Nel terzo trimestre del 2026 SpaceX ha registrato ricavi per 14,6 miliardi di dollari, in aumento del 161% su base annua. Di questi, 7,56 miliardi sono arrivati dal segmento Super Intelligence. Nello stesso trimestre gli investimenti complessivi in conto capitale hanno raggiunto 19,593 miliardi, con 16,444 miliardi destinati a quel segmento. Nei primi nove mesi dell’anno il capex è stato pari a 48,069 miliardi.

Il direttore finanziario Bret Johnsen ha previsto investimenti fra 35 e 40 miliardi di dollari nel quarto trimestre 2026. Al 30 settembre SpaceX ha dichiarato una capacità nominale di calcolo di 1,7 gigawatt e sta ampliando COLOSSUS II. L’infrastruttura è destinata a sostenere Grok, rivolto a clienti aziendali e consumatori, e i servizi cloud per i clienti attuali e futuri.

A poche ore dall’annuncio del leasing, Anthropic ha depositato il prospetto per la proposta di quotazione al Nasdaq. La società che sviluppa Claude ha dichiarato ricavi per 16,29 miliardi di dollari nel primo semestre del 2026. Il settore mostra così quanto capitale richieda l’espansione delle attività di intelligenza artificiale.

Anche i grandi operatori stanno cercando nuove strade per finanziare la capacità di calcolo. Nel 2026 NVIDIA ha annunciato protocolli d’intesa con Apollo, BlackRock, Goldman Sachs, KKR e altri istituti. Le piattaforme previste puntano a mobilitare nel tempo oltre 500 miliardi di dollari di capitale di terzi.

Prezzi e disponibilità: cosa cambia per le aziende

Il controllo dell’hardware è una leva competitiva: gli acceleratori determinano quanta potenza di calcolo un operatore può offrire e con quali tempi. Quando la domanda di GPU cresce più rapidamente delle consegne, i fornitori che hanno assicurato contratti e capitali possono trovarsi in una posizione migliore per estendere i servizi. Per le aziende utilizzatrici, la capacità disponibile e le condizioni di accesso ai servizi cloud di IA sono legate anche a questa dinamica.

Per un’impresa italiana che integra modelli generativi nel servizio clienti o nella programmazione, contano la continuità della capacità acquistata e il costo d’uso. Chi dipende da un solo fornitore è più esposto a limiti di disponibilità e a revisioni tariffarie. Distribuire i carichi fra più servizi riduce la dipendenza, ma richiede integrazioni e gestione tecnica.

Musk prevede fallimenti e consolidamento tra i neocloud, operatori specializzati che affittano capacità di calcolo per l’IA. Secondo il CEO, il credito è diventato selettivo per le società prive di ricavi diversificati. La struttura di SpaceX affianca ai progetti di intelligenza artificiale le entrate di Starlink e dei lanci. Per gli investitori italiani, il passaggio concreto sarà la conversione degli impegni in infrastruttura operativa e ricavi: il leasing da 40 miliardi impegna l’azienda su una scala finanziaria rilevante.

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