Fastweb e Vodafone mettono a disposizione delle PMI voucher fino a 20.000 euro per investire in cloud e cybersecurity. Ecco quali spese sono ammesse, chi può richiederli, entro quando e come valutare costi e rimborso.

Fastweb + Vodafone ha presentato un’offerta per le imprese interessate al Voucher Cloud & Cybersecurity 2026. La misura del Ministero delle Imprese e del Made in Italy prevede un contributo a fondo perduto fino a 20.000 euro per azienda, destinato all’adozione di servizi cloud e strumenti di sicurezza informatica. L’importo riconosciuto dipende dalle spese ammesse e dal rispetto dei requisiti del bando.

Le imprese possono confrontarsi con i consulenti dell’operatore per individuare le soluzioni più adatte alle proprie necessità e definire l’investimento. L’ammissione al finanziamento è gestita attraverso la procedura ministeriale.

Quanto copre il voucher e cosa finanzia

Le risorse complessive ammontano a 150 milioni di euro. Circa 71 milioni sono riservati ai progetti presentati nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Il contributo copre il 50% delle spese ammissibili: il piano deve valere almeno 4.000 euro e il finanziamento non può superare i 20.000 euro per beneficiario. Per ottenere la somma massima occorrono quindi almeno 40.000 euro di costi riconosciuti. Con 8.000 euro di spese ammissibili, per esempio, il contributo è pari a 4.000 euro.

Il voucher finanzia tecnologie nuove o più avanzate rispetto a quelle già in uso nell’impresa. Le categorie ammesse comprendono:

  • Cybersecurity: firewall, antimalware, sistemi di rilevamento delle intrusioni, monitoraggio della rete, cifratura e strumenti per individuare vulnerabilità;
  • Cloud IaaS e PaaS: server virtuali, infrastrutture, database, archiviazione e backup;
  • Software SaaS: applicazioni cloud per contabilità, gestione del personale, CRM, collaborazione e produttività;
  • configurazione, monitoraggio e supporto tecnico continuativo collegati ai servizi acquistati, nel limite previsto per le attività accessorie.

La formazione non rientra tra le spese finanziabili. Restano esclusi anche i rinnovi ordinari delle licenze, l’aggiunta di postazioni e gli aggiornamenti che non portano capacità o protezioni sostanzialmente nuove. Le offerte Fastweb + Vodafone devono essere ricondotte alle singole soluzioni ammesse e ai codici identificativi richiesti dalla procedura.

Requisiti e scadenze per le imprese

Possono fare domanda le micro, piccole e medie imprese e i lavoratori autonomi con partita IVA che possiedono i requisiti ministeriali. Serve inoltre un contratto di connettività con velocità minima di 30 Mbps in download, attivo al momento della presentazione. Le imprese tenute all’obbligo assicurativo contro le calamità naturali devono essere in regola. Il contributo è concesso in regime europeo de minimis e ciascun beneficiario può presentare una sola domanda.

La compilazione online sulla piattaforma Invitalia, l’agenzia nazionale incaricata della procedura, apre alle ore 12 del 20 ottobre 2026. L’invio formale delle richieste parte alle ore 12 del 10 novembre 2026 e si chiude alle ore 12 del 20 gennaio 2027, a meno che i fondi non si esauriscano prima. Le domande vengono esaminate in base all’ordine cronologico di invio.

Per accedere alla piattaforma servono SPID, CIE o CNS, firma digitale e PEC. La domanda comprende i dati dell’impresa, la descrizione del progetto e le offerte economiche. Una volta predisposta, il sistema genera un modulo da firmare e caricare nuovamente. Il codice rilasciato va poi utilizzato per trasmettere la richiesta durante la finestra di invio.

Come valutare l’investimento e il rimborso

Il contributo viene erogato a rimborso, dopo l’acquisto, il pagamento e la rendicontazione delle spese sostenute in seguito all’invio della domanda. Le modalità previste sono due: un’unica soluzione oppure due quote, secondo le condizioni ministeriali. Per gli abbonamenti cloud, il piano di spesa deve tenere conto della durata prevista e dei canoni coperti. Le attività di assistenza e configurazione, invece, devono essere collegate alle tecnologie finanziate.

Prima di mettere a punto il progetto, l’impresa può fare il punto sulla propria situazione tecnologica e confrontarla con i servizi proposti: quali protezioni sono già attive, quali dati hanno bisogno di backup e quali applicazioni conviene migrare. Per la sicurezza informatica entrano in gioco anche il monitoraggio e la gestione degli allarmi. Sul fronte cloud, vanno considerate le procedure di ripristino e i costi ricorrenti. Sono aspetti utili per distinguere un rinnovo da un intervento che introduce un miglioramento effettivo.

Il regolamento, i requisiti aggiornati, l’elenco dei fornitori e le istruzioni operative sono consultabili sui canali ufficiali del MIMIT e di Invitalia, rispettivamente responsabili della misura e della gestione delle domande. Per una PMI, il prossimo passaggio è preparare un progetto e un preventivo con servizi riconducibili alle spese ammissibili, prima dell’apertura della fase di invio.

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