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La questione si inserisce in un contesto più ampio, dove l’equilibrio tra libertà di espressione, protezione dei dati personali e prevenzione degli abusi online è al centro del dibattito pubblico. L’evoluzione della normativa europea, unita alle pressioni dell’opinione pubblica e degli esperti, rende oggi indispensabile analizzare criticamente le azioni messe in campo dalle piattaforme e le relative lacune ancora presenti.

Le accuse dell’Unione Europea a TikTok sulle impostazioni degli account dei minori

Di recente, la Commissione europea ha sollevato forti preoccupazioni circa le impostazioni di sicurezza dedicate agli account degli utenti minorenni su TikTok. Secondo i risultati preliminari di un’indagine aperta a partire dal febbraio 2024, la piattaforma non garantirebbe gli standard imposti dalla normativa europea per quanto riguarda privacy, protezione dei dati e sicurezza dei profili di adolescenti tra 13 e 17 anni.
Ciò che viene contestato non è solo la possibilità, per i minori, di impostare il proprio account come “pubblico” – rendendo i contenuti accessibili anche a chi non ha un profilo TikTok – ma anche la funzionalità che permette ai video di ragazzi tra i 16 e i 17 anni di essere suggeriti tramite il feed “Per te” a vasta platea di utenti. Questo meccanismo, secondo Bruxelles, espone i minori a rischi elevati, tra cui contatti indesiderati e cyberbullismo.
La Commissione mette in evidenza che anche gli account privati non sono pienamente sicuri: immagini del profilo restano visibili a chiunque, e la posizione negli elenchi follower permette la facile individuazione dell’utente minorenne. La richiesta formale delle autorità europee è quella di modificare le impostazioni predefinite, prevedendo maggiore restrizione all’accesso e alla condivisione dei contenuti dei più giovani. Nel caso di mancata conformità, la piattaforma rischia pesanti sanzioni sotto il quadro del Digital Services Act.

Principali rischi per i minori: esposizione, cyberbullismo e privacy

L’ampia visibilità dei contenuti pubblicati dai minori su TikTok crea diverse aree di vulnerabilità per questa fascia di utenti. Tra le principali criticità individuate dalle autorità europee si evidenziano:

  • Esposizione a contatti indesiderati: la possibilità di mantenere account “pubblici” e la facilità con cui il profilo può essere identificato, anche se privato, aprono a possibili interazioni con utenti sconosciuti, tra cui adulti con intenti malevoli.
  • Cyberbullismo e comportamenti predatori: l’assenza di filtri efficaci nella raccomandazione e nella privacy dei contenuti favorisce episodi di prevaricazione, trolling e veri e propri abusi ai danni di adolescenti. Il fenomeno del cyberbullismo su TikTok è stato oggetto di ampio dibattito, con alcuni casi di danni psicologici gravi emersi in Europa e nel mondo.
  • Conservazione dei contenuti e traccia digitale permanente: una volta online, i video possono essere diffusi e rimanere accessibili per anni, compromettendo la reputazione o la serenità personale del minore anche nell’età adulta.
  • Rischi alla privacy: La visibilità dei dati personali e delle immagini del profilo, anche in modalità privata, rappresenta una vulnerabilità concreta indicata dagli esperti di protezione dati. L’esposizione a raccolte indesiderate di dati aumenta anche la possibilità di profilazione commerciale dei giovanissimi.

Le autorità raccomandano in modo specifico alle piattaforme di adottare misure concrete e di default, affinché la protezione sia effettiva e non subordinata alle scelte – consapevoli o meno – degli utenti minorenni.

Il Digital Services Act e gli obblighi delle piattaforme verso gli utenti minorenni

Il Digital Services Act (DSA) rappresenta una pietra miliare nelle regolamentazioni digitali dell’Unione Europea, imponendo obblighi stringenti in tema di protezione della privacy e sicurezza per i minori. Questo regolamento introduce la necessità di fornire, per default, un ambiente sicuro e protetto, senza che siano gli stessi utenti o le loro famiglie a dover attivare specifiche cautele.
Secondo il DSA, tutte le piattaforme accessibili ai minorenni devono integrare nella progettazione dei propri servizi:

  • Impostazioni predefinite restrittive in materia di privacy e sicurezza;
  • Filtri avanzati contro l’esposizione di contenuti a un pubblico troppo ampio;
  • Controlli efficaci su raccomandazioni e visibilità dei contenuti pubblicati da utenti minorenni;
  • Strumenti di verifica dell’età realmente efficaci e più livelli di controllo sull’accesso e le attività degli utenti più giovani.

Nella valutazione della Commissione Europea, TikTok viene accusata di non aver ancora allineato le sue pratiche a queste prescrizioni, lasciando quindi irrisolte le problematiche chiave evidenziate già da numerose autorità nazionali e internazionali. Il DSA non si limita a raccomandare azioni, ma prevede sanzioni significative in caso di inadempienza persistente, sottolineando la responsabilità diretta delle piattaforme nella protezione dei minori.

Le misure di TikTok: controlli sull’età, parental control e altre azioni adottate

Per rispondere alle criticità emerse nel dibattito pubblico e nei confronti normativi, TikTok ha introdotto una serie di strumenti e funzionalità dedicate alla sicurezza degli utenti under 18. Negli ultimi anni la piattaforma ha rafforzato:

  • Processi di verifica dell’età: oltre alla richiesta della data di nascita in fase di iscrizione, vengono monitorati segnali comportamentali e informazioni di profilo per identificare utenti che potrebbero aver dichiarato un’età non corretta. In Europa, sono state sperimentate tecnologie avanzate, come la stima dell’età tramite intelligenza artificiale, verifiche tramite documenti e carte di credito e la possibilità di ricorso in caso di errore.
  • Limitazioni generazionali: per i minori di 13 anni l’accesso viene bloccato; per gli utenti fino a 15 anni il profilo è impostato come privato per default, con restrizioni alla messaggistica diretta e limiti alla visualizzazione dei contenuti.
  • Parental control: i genitori possono collegare il loro account a quello dei figli, impostare limiti di tempo e gestire la privacy dei contenuti, oltre a decidere chi può visualizzare i video o inviare messaggi.
  • Sistema di segnalazione avanzata: chiunque può segnalare un account sospetto di belongingere a un minore, senza obbligo di avere un proprio profilo.
  • Centinaia di funzioni preimpostate che limitano gli abusi, come la disabilitazione messaggi diretti per utenti più giovani e la rimozione automatica di milioni di account di minori individuati ogni mese grazie a controlli multipli.

La piattaforma ha inoltre investito nella sensibilizzazione, promuovendo campagne educative in collaborazione con associazioni e autorità, e potenziando i centri Trust & Safety a livello europeo.

Le criticità ancora presenti e le richieste dell’UE per una maggiore protezione

Nonostante i numerosi aggiornamenti e i sistemi introdotti, persistono importanti criticità nella protezione effettiva degli account minorili. L’Unione Europea ha identificato punti nevralgici non risolti:

  • Persistenza di impostazioni “pubbliche”: ancora oggi, tra i 16 e i 17 anni è possibile rendere pubblico il proprio account e quindi i contenuti possono essere visibili anche al di fuori della community TikTok, aumentando l’esposizione.
  • Insufficiente efficacia dei filtri sui contenuti promossi tramite il feed “Per te”, che possono favorire la viralità incontrollata di video di minori verso una platea estesa e spesso non tracciabile.
  • Individuabilità del profilo anche quando privato, attraverso elenchi di follower e la visibilità della foto profilo pubblica.
  • Necessità di impostazioni restrittive come standard di default, non rimandate all’iniziativa del singolo utente minorenne o delle famiglie.

Le autorità europee chiedono alla piattaforma un cambio di paradigma: la sicurezza deve essere la regola, non una scelta opzionale. Sono richieste modifiche tecniche che prevedano come impostazione base la visibilità esclusiva dei contenuti agli utenti esplicitamente accettati, nonché la cessazione delle raccomandazioni dei video dei minori “più grandi” al pubblico generico tramite algoritmi di suggerimento.

Sanzioni e possibili conseguenze per TikTok in caso di violazione

Il mancato adeguamento alle richieste delle autorità europee comporta per TikTok prospettive sanzionatorie tra le più severe esistenti nel quadro normativo digitale. In base alle disposizioni del Digital Services Act, la Commissione Europea può infliggere una sanzione fino al 6% del fatturato globale annuo della società, commisurando l’importo alla gravità, durata e ripetitività dell’infrazione.
Sono previste procedure articolate, che comprendono l’esame delle osservazioni difensive della piattaforma e la consultazione di comitati di esperti a livello europeo. Nel frattempo, la società tiene a precisare la propria collaborazione costruttiva, pur non escludendo la possibilità di ulteriori indagini o provvedimenti qualora venissero identificate altre violazioni o debolezze strutturali nel rispetto delle normative.
Oltre al rischio economico, tra le conseguenze ci sono restrizioni operative, blocchi temporanei o obblighi di modifica strutturale delle impostazioni delle piattaforme, con impatti diretti sull’accesso degli utenti minori a specifiche funzionalità o sull’intera esperienza utente nell’area europea.

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