Tata si prepara a definire prezzo e prossime tappe dell’offerta su Iveco, mentre BANCOMAT testa l’euro digitale della Bce. Due passaggi distinti che potrebbero avere effetti concreti su imprese, pagamenti e mercato.
Tata Motors ha portato a 14,40 euro per azione l’offerta in contanti per Iveco Group, dopo aver aumentato il prezzo il 9 ottobre 2026. L’adesione si chiude il 26 ottobre e riguarda tutte le azioni ordinarie del costruttore, comprese quelle detenute da Exor, la holding della famiglia Agnelli-Elkann. La procedura coinvolge il business dei veicoli commerciali di Iveco.
Tata-Iveco, prezzo e prossime tappe
A presentare l’offerta pubblica volontaria totalitaria è TML CV Holdings B.V., società controllata indirettamente dal gruppo Tata. Il corrispettivo iniziale era di 14,10 euro per azione e attribuiva a Iveco un valore azionario complessivo di circa 3,8 miliardi di euro. Con il rialzo a 14,40 euro cresce l’esborso potenziale; la struttura resta interamente in contanti. Le attività della divisione difesa sono fuori dal perimetro dell’operazione.
Exor si è impegnata a conferire le proprie azioni. Il completamento è legato all’esito dell’offerta e alle condizioni societarie previste. Il 16 ottobre 2026 l’assemblea straordinaria di Iveco ha approvato le delibere necessarie per abbassare dall’originario 95% all’80% la soglia minima di adesioni. Tata ha definito il prezzo aggiornato la propria offerta finale. Il regolamento è atteso per il 30 ottobre 2026, subordinatamente al buon esito della procedura.
In Italia, la cessione riguarda un gruppo industriale con attività e marchi radicati nella produzione di camion e autobus. Le eventuali ricadute dipenderanno dalle decisioni che Tata prenderà su investimenti, organizzazione e integrazione industriale. La divisione difesa, separata dal business dei veicoli commerciali, segue un percorso distinto.
BANCOMAT e i test dell’euro digitale
BANCOMAT ha contribuito alle attività di sperimentazione e confronto con il mercato promosse dalla BCE. La piattaforma d’innovazione della banca centrale ha coinvolto operatori privati nell’analisi di possibili applicazioni e nella verifica di funzioni in ambiente simulato. Tra febbraio e maggio 2025, durante la fase tecnica, i partecipanti hanno lavorato sui pagamenti condizionati, sulla prenotazione di fondi e sui flussi tra persone e imprese.
Un passaggio successivo è il pilota operativo annunciato dalla BCE, previsto nella seconda metà del 2027 per una durata di 12 mesi. La prova userà una versione beta dell’euro digitale e riguarderà pagamenti da persona a persona, online e offline, e da persona a impresa. Sono previsti acquisti nei negozi fisici, pagamenti per servizi e transazioni nell’e-commerce, anche tramite dispositivi mobili. Al test prenderanno parte personale dell’Eurosistema e commercianti selezionati; i prestatori di servizi di pagamento consentiranno agli utenti di accedere alla prova e agli esercenti di accettare i pagamenti.
Nel 2026 la BCE ha selezionato 36 prestatori. Tra i sette operatori italiani figurano banche e società di pagamento come Nexi Payments, Poste Italiane e UniCredit. BANCOMAT è rimasta fuori dall’elenco dei partecipanti scelti per il pilota. Gli intermediari selezionati si occuperanno dell’integrazione dei sistemi e della predisposizione dei servizi, oltre che della raccolta dei riscontri da utenti ed esercenti.
Effetti concreti legati ai prossimi passaggi
Per imprese e consumatori, l’euro digitale aggiungerebbe un’opzione di pagamento pubblica, utilizzabile in diversi contesti europei. La versione beta non avrà corso legale e servirà a verificare tecnologia, procedure e facilità d’uso in un ambiente limitato. Per arrivare all’emissione dovranno concludersi l’iter legislativo europeo e una successiva decisione dell’Eurosistema. La BCE punta a essere pronta per una possibile prima emissione nel 2029, a condizione che la normativa venga adottata.
L’offerta su Iveco entra nella fase conclusiva con la chiusura delle adesioni il 26 ottobre e il regolamento atteso il 30 ottobre 2026. Per l’euro digitale, invece, il calendario prevede il pilota operativo di 12 mesi nella seconda metà del 2027; la possibile prima emissione resta indicata dalla BCE per il 2029.










