Un sistema operativo gratuito di Google promette di dare nuova vita a milioni di vecchi PC. Ma quali computer sono compatibili, come provarlo da USB e cosa cambia rispetto a Windows? Il riuso può ridurre anche i rifiuti elettronici.
Uno studio commissionato da Google e refurbed stima che 41 milioni di PC nell’Unione europea continueranno a usare Windows 10 dopo la fine degli aggiornamenti di sicurezza estesi, prevista per il 12 ottobre 2027. In Italia i computer interessati sarebbero 5,47 milioni. Per alcuni di questi dispositivi, ancora funzionanti ma incompatibili con Windows 11, Google propone ChromeOS Flex: un sistema operativo gratuito che può prendere il posto di Windows e restituire al computer un ruolo nelle attività quotidiane, soprattutto online.
Secondo una stima di Fraunhofer Austria, all’inizio del 2026 nell’UE erano in uso circa 74 milioni di PC Windows 10. Di questi, 41 milioni sono destinati a restare senza aggiornamenti dopo la scadenza. Google e refurbed, marketplace specializzato in dispositivi ricondizionati, indicano ChromeOS Flex come una soluzione per prolungare la vita dei computer compatibili.
Perché un vecchio PC può tornare utile
Un computer lento non è per forza guasto. Su una macchina datata, il sistema operativo e i processi attivi in background possono rendere più pesanti l’avvio e le operazioni di tutti i giorni. ChromeOS Flex è pensato per PC Windows e Mac già esistenti; l’uso si concentra sul browser, sui servizi cloud e sulle applicazioni web, con un carico locale ridotto rispetto a quello di un sistema desktop tradizionale.
Per chi usa il portatile per navigare, studiare e lavorare online, questa impostazione può essere sufficiente. Posta elettronica, documenti condivisi, videochiamate e streaming rientrano tra gli usi previsti, così come i servizi Google Workspace e Microsoft 365. Google gestisce automaticamente gli aggiornamenti di sicurezza. Cambiano invece l’interfaccia e il modo di lavorare con programmi e file: ChromeOS Flex non ripropone l’ambiente Windows.
La differenza si sente soprattutto quando il lavoro dipende da applicazioni disponibili solo per Windows, dai videogiochi per PC o da periferiche che richiedono driver specifici. ChromeOS Flex non supporta le app Android né gli ambienti virtuali complessi dei Chromebook. È orientato alle attività via web.
Compatibilità: controllare prima di installare
Google pubblica un elenco di modelli certificati, che permette di controllare il funzionamento previsto di componenti come Wi-Fi, audio, touchpad e sospensione. Prima di procedere, conviene cercare il modello preciso del computer: la marca e l’età, da sole, non bastano a stabilire la compatibilità. Sui dispositivi non presenti nell’elenco alcune periferiche possono non funzionare correttamente.
Le indicazioni per l’installazione prevedono un processore compatibile a 64 bit e almeno 4 GB di RAM. Servono anche spazio di archiviazione e supporto all’avvio da USB. Le condizioni del computer contano: un disco meccanico usurato, una batteria deteriorata o componenti difettosi possono compromettere l’uso quotidiano. Il software può alleggerire il carico, ma non risolve i problemi dell’hardware.
Una verifica sul campo aiuta a completare il controllo del modello: durante la prova si possono testare connessione, audio, tastiera e touchpad. Prima di cancellare il sistema originale, è bene copiare i documenti su un supporto esterno o su un servizio cloud. L’installazione completa formatta il disco e rimuove i dati e i programmi presenti.
Prova da USB e installazione
ChromeOS Flex si scarica gratuitamente e si può avviare da una chiavetta USB. Per prepararla occorrono il browser Chrome, l’estensione ufficiale Chromebook Recovery Utility, una chiavetta da almeno 8 GB e una connessione Internet. La creazione del supporto scarica l’immagine del sistema e cancella il contenuto della chiavetta: meglio usarne una vuota o averne già salvato i file.
Una volta inserita la USB nel computer, occorre avviare la macchina da quel supporto. Si può selezionare la chiavetta dal menu di boot oppure modificare l’ordine di avvio nelle impostazioni BIOS/UEFI. Con la modalità “Prova prima” il sistema parte dalla chiavetta, senza essere installato sul disco interno. Si possono così controllare la connessione, le periferiche e la reattività del computer, prima di scegliere se procedere.
Quando la prova è soddisfacente, l’installazione sostituisce il sistema operativo presente sul disco. Da novembre 2026 è prevista anche la possibilità di acquistare tramite refurbed una chiavetta già pronta, con un costo indicato di 3 euro per la spedizione. Il download resta gratuito; il kit a pagamento serve a chi preferisce non preparare autonomamente il supporto.
Che cosa cambia rispetto a Windows
ChromeOS Flex ruota attorno al browser Chrome e ai servizi online. I documenti si possono gestire anche in locale con l’app File, mentre molte attività richiedono una connessione. Per uno studente che scrive elaborati, archivia appunti online e segue lezioni in streaming, il sistema può coprire le esigenze di base. Lo stesso vale per posta, videoriunioni e fogli di calcolo accessibili via web.
Il passaggio richiede più attenzione quando si usano software Windows installati, applicazioni Adobe, programmi aziendali specifici o periferiche datate. Questi strumenti non diventano compatibili con ChromeOS Flex dopo l’installazione. Prima di migrare, è utile fare l’elenco delle attività abituali e verificare la disponibilità di versioni web o alternative utilizzabili. Anche l’accesso ai servizi Google occupa una parte più centrale nell’esperienza.
Rispetto a un Chromebook nuovo, Flex ha una caratteristica pratica: riutilizza un computer che si possiede già. Le funzioni disponibili, però, dipendono anche dal fatto che il PC non è stato progettato e certificato per ChromeOS. Un portatile compatibile e in buone condizioni può essere più reattivo nelle attività leggere; con guasti o hardware molto limitato, la lentezza può rimanere.
Riuso e impatto ambientale
Allungare la vita di un computer funzionante permette di rimandarne la sostituzione quando Windows non riceve più aggiornamenti. Nello studio di Fraunhofer Austria, un anno aggiuntivo di utilizzo dei dispositivi considerati corrisponde a una stima di circa 1.172 tonnellate di rifiuti elettronici e 320.000 tonnellate di CO₂ evitate nell’UE. Per l’Italia, le stime sono di 156 tonnellate di rifiuti elettronici e circa 43.000 tonnellate di CO₂.
Il riuso rientra nella gerarchia dei rifiuti: mantenere in funzione un apparecchio ancora utilizzabile riduce la necessità di sostituirlo e può contenere la domanda di nuovi dispositivi, insieme agli scarti legati alla loro produzione. Fabbricare un computer richiede materiali ed energia. Riutilizzarlo è una scelta sensata quando macchina, batteria e alimentatore sono sicuri e adeguati; in presenza di un guasto serio, può essere preferibile avviarlo al riciclo corretto.
La scelta di ChromeOS Flex dipende quindi dal modello, dalle condizioni del computer e dal tipo di attività: funziona meglio per chi lavora soprattutto sul web e non dipende da programmi Windows o periferiche specifiche. La prova da USB permette di controllare programmi, dispositivi e prestazioni prima di cancellare il sistema già installato; solo dopo questa verifica si può procedere con l’installazione definitiva.










