Vecchi smartphone dimenticati possono contenere metalli preziosi, ma il loro valore varia in base al modello e alle quantità recuperabili. Tra prezzi di oro, argento e rame, regole sui RAEE e opzioni per venderli, permutarli o conferirli, ecco cosa sapere.

In Europa sono rimasti inutilizzati nei cassetti 642 milioni di smartphone nell’arco di un decennio, secondo una stima riferita al 2023. In Italia gli apparecchi sono 82 milioni. Un telefono dimenticato può ancora avere un prezzo di rivendita; quando non è riutilizzabile, può invece fornire materie prime recuperabili. Sono due percorsi distinti.

Per chi possiede il telefono, la seconda vita del dispositivo è spesso la strada economicamente più interessante. Il compenso varia in base a modello, età, funzionamento e condizioni estetiche. Il valore dei metalli dipende invece dalle quantità presenti e da quanto gli impianti riescono a separare durante il trattamento.

Quanto valgono oro, argento e rame

Un singolo smartphone può contenere fino a 0,03 grammi d’oro, oltre ad argento, palladio, rame e cobalto. Oro e palladio si trovano soprattutto nei contatti e nelle schede elettroniche. Il rame serve per circuiti e collegamenti, mentre l’argento è presente nei componenti e nei contatti conduttivi. Nel complesso, la parte elettronica pesa circa un quinto del telefono.

In alcuni componenti si trovano anche tracce di terre rare. Ittrio ed europio contribuiscono alle tonalità dei display; neodimio, gadolinio, disprosio, praseodimio e terbio sono associati a magneti e componenti specifici. La composizione cambia a seconda del modello e delle scelte di progettazione.

Per stimare il valore del solo oro si moltiplica il peso recuperabile per la quotazione al grammo. Anche prendendo come riferimento il limite massimo di 0,03 grammi, il risultato lordo corrisponde a una frazione del prezzo di un grammo d’oro. Il telefono deve essere raccolto, selezionato e trattato; i metalli sono incorporati nei componenti e separarli comporta costi. L’estrazione, inoltre, non è sempre economicamente conveniente.

Da dieci telefoni si otterrebbero, al massimo e sulla base della stessa stima, 0,3 grammi d’oro, prima delle perdite e dei costi di trattamento. Per il proprietario, quindi, il riciclo non si traduce in un pagamento calcolato sulla quotazione pura del metallo contenuto nell’apparecchio.

Il prezzo reale dipende dal modello

Nel mercato dell’usato le cifre cambiano parecchio. Un top di gamma Apple o Samsung con meno di tre anni può valere circa 150-500 euro o più, se è in buone condizioni. Per un modello di fascia media, con due-quattro anni di vita, la stima indicativa scende a 30-150 euro. Un telefono molto datato o con lo schermo rotto può fermarsi a 5-30 euro, soprattutto per i componenti recuperabili.

Un iPhone recente e funzionante conserva interesse per gli acquirenti grazie agli aggiornamenti, alle fotocamere e alle prestazioni. Dinamiche analoghe riguardano un Galaxy della stessa fascia, anche se il prezzo varia con memoria, anno e condizioni. I modelli medi di qualche anno prima valgono meno; con il display rotto o la batteria deteriorata, la rivendita può perdere gran parte del suo valore.

Scatola e accessori aiutano a presentare meglio l’annuncio. A pesare di più, però, sono il funzionamento e lo stato effettivo del dispositivo. Prima di mettere in vendita un telefono, è utile confrontare annunci dello stesso modello e della stessa capacità di memoria, separando i prezzi richiesti da quelli realmente accettati. Sulle piattaforme di riacquisto, l’importo può essere confermato soltanto dopo l’ispezione.

Riciclo dei RAEE: il quadro italiano ed europeo

La raccolta corretta permette di recuperare materiali e di ridurre la dispersione dei rifiuti elettronici. In Italia, i dati Eurostat riferiti agli anni più recenti descritti nel quadro di settore indicano una raccolta dei RAEE inferiore al 30% rispetto alle apparecchiature immesse sul mercato. Il riferimento europeo è il 65%. La raccolta pro capite italiana supera di poco i sei chilogrammi all’anno; la media europea è di circa 11-12 chili.

Nel mondo, una stima riferita al 2019 indica che solo il 17,4% dei rifiuti elettronici è stato trattato correttamente. Una rilevazione del WEEE Forum, organizzazione che riunisce sistemi di responsabilità dei produttori, ha stimato inoltre che il 17% delle apparecchiature presenti nelle case europee non fosse più in uso. Telefoni e console costituivano il 30% di quel gruppo. I dispositivi lasciati in casa incidono quindi sulla filiera dei rifiuti elettronici.

Un telefono ancora funzionante può continuare a essere usato invece di essere smaltito. Se non è riparabile o vendibile, il conferimento consente di recuperare le frazioni elettroniche. Il riuso prolunga la vita del prodotto e conserva il valore che contiene; il trattamento RAEE interviene alla fine del percorso.

Vendita, permuta o punto di raccolta

La scelta dipende dalle condizioni del telefono e da ciò che vuole ottenere il proprietario. La vendita tra privati può spuntare il prezzo più alto, ma richiede un annuncio preciso e la gestione della trattativa. Con il buyback la procedura è più semplice: si riceve un preventivo online, si spedisce il dispositivo e il pagamento arriva dopo la verifica. La permuta presso produttori o operatori telefonici trasforma invece il valore del vecchio apparecchio in uno sconto su un nuovo acquisto.

  • Vendita diretta: confrontare dispositivi equivalenti, fotografare i difetti e descrivere con precisione lo stato del telefono.
  • Buyback o trade-in: verificare le condizioni, le modalità di spedizione e la differenza tra preventivo iniziale e valutazione finale.
  • Conferimento RAEE: rivolgersi a un centro comunale o ai servizi di ritiro disponibili presso i rivenditori per i dispositivi non destinati al riuso.

Prima di cedere il telefono, fare un backup, rimuovere SIM e scheda di memoria, uscire dagli account e ripristinare le impostazioni di fabbrica. La cancellazione protegge dati e credenziali. Controllare il numero di modello e la capacità di memoria aiuta invece a stimare il prezzo. Un apparecchio funzionante può diventare denaro o uno sconto; quello arrivato a fine vita alimenta il recupero di rame, oro e altri materiali.

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