OpenAI riduce a 1.250 miliardi di dollari la valutazione in vista dell’Ipo, mentre gli investitori diventano più cauti. Pesano le ragioni del ribasso e la concorrenza di Anthropic: ora i mercati tech osservano.
OpenAI ha ridotto di 150 miliardi di dollari, da 1.400 a 1.250 miliardi, la valutazione indicativa del nuovo round di finanziamento. L’obiettivo è raccogliere fino a 30 miliardi prima della possibile quotazione. La revisione arriva dopo le riserve di alcuni investitori sul prezzo inizialmente proposto: la società resta valutata su livelli eccezionali, ma il mercato guarda con maggiore cautela alle prospettive di crescita dell’intelligenza artificiale.
Con il nuovo target, OpenAI si collocherebbe quasi il 50% sopra gli 852 miliardi di dollari attribuiti alla società nel round chiuso a marzo 2026. La valutazione resta una proposta e i termini dell’operazione sono ancora in negoziazione. Il finanziamento è pensato come un passaggio privato in vista dell’Ipo, attesa nella prima metà del 2027.
Perché OpenAI ha abbassato la valutazione
La richiesta iniziale di 1.400 miliardi di dollari non ha raccolto la domanda attesa. Le adesioni al nuovo round sarebbero state meno vivaci rispetto a quelle delle precedenti raccolte e alcuni investitori hanno espresso dubbi sul valore richiesto. OpenAI ha quindi abbassato il target di 150 miliardi, lasciando invariata la dimensione prevista del finanziamento: fino a 30 miliardi.
A pesare è anche il costo della corsa all’intelligenza artificiale. Le imprese del settore devono sostenere investimenti ingenti in infrastrutture e potenza di calcolo; resta aperta la questione dei tempi necessari perché quelle spese si traducano in ricavi e margini. A settembre 2026 OpenAI ha comunicato ricavi annualizzati vicini a 50 miliardi di dollari, più del doppio dei 20 miliardi indicati a inizio anno. Il risultato è però inferiore di circa 20 miliardi alle previsioni. La distanza tra la crescita registrata e quella attesa rende più arduo giustificare valutazioni in continuo aumento.
C’è poi la capacità degli investitori di sostenere raccolte di dimensioni eccezionali. OpenAI aveva ottenuto 40 miliardi di dollari nel 2025 e circa 122 miliardi nel round concluso a marzo 2026. Dopo impegni di questa portata, alcuni finanziatori possono scegliere di aspettare risultati commerciali più solidi prima di investire ancora nella società. Per aderire al nuovo round c’è tempo fino al 30 ottobre 2026.
Anthropic sposta l’attenzione degli investitori
La rivale Anthropic si prepara a una possibile Ipo nel novembre 2026. La società guidata da Dario Amodei potrebbe così arrivare sul mercato pubblico prima di OpenAI, che ha orientato il proprio debutto al 2027. Gli investitori avranno quindi un riferimento concreto sul prezzo che il mercato sarà disposto a riconoscere ad Anthropic, prima di impegnarsi in un’operazione privata su OpenAI.
Anche le valutazioni discusse per Anthropic sono cambiate: dalle ipotesi iniziali intorno a 2.000 miliardi di dollari si è passati a circa 1.500 miliardi. Il cambiamento si colloca in una fase in cui la crescita della società ha rallentato nel terzo trimestre 2026. Questi numeri alimentano il confronto tra le due aziende, insieme alle diverse prospettive di quotazione e raccolta.
Il nuovo target di OpenAI, pari a 1.250 miliardi, supera di circa 150 miliardi la valutazione di Anthropic circolata in vista della quotazione. Il divario, assieme alle diverse traiettorie dei ricavi e ai rispettivi fabbisogni di capitale, può incidere sul giudizio degli investitori sull’intero comparto. La competizione si gioca sui modelli, ma anche sulla disponibilità di risorse finanziarie e di capacità di calcolo.
Che cosa osservare nei mercati tech
La revisione mostra che anche una società dominante nell’IA può incontrare difficoltà nel sostenere la valutazione richiesta. Per chi investe, la crescita dei ricavi è solo una parte del quadro: contano le spese necessarie a mantenerla, la capacità di trasformare gli investimenti in risultati economici e la disponibilità di nuovi capitali. Una maggiore selettività del mercato può ripercuotersi sulle valutazioni di altre imprese tecnologiche, sia private sia quotate.
Il segnale può arrivare anche ai portafogli italiani, tramite fondi azionari e strumenti esposti ai grandi gruppi tecnologici, direttamente o attraverso gli indici. Sui titoli quotati incidono i risultati delle singole aziende e le aspettative già incorporate nei prezzi. La reazione alle prossime raccolte e alla quotazione di Anthropic si affiancherà ai risultati dei laboratori nel convertire gli investimenti in crescita sostenibile.










