Il bello di RigeneraMI è che sembra un progetto piccolo, quasi domestico – qualche volontario, qualche PC da sistemare – e invece, guardando i numeri e soprattutto l’ultima operazione su Voghera, ci si accorge che è diventato una vera infrastruttura di solidarietà digitale: in quattro anni ha superato 550 dispositivi donati, ha coinvolto il mondo Rotaract/Rotary milanese, ha ottenuto persino un Global Grant da 35.000 dollari e oggi è in grado di intervenire quando una scuola perde in un colpo solo decine di computer. È esattamente ciò che è successo il 27 settembre 2025 all’Istituto Superiore Maserati di Voghera: dopo il furto di 60 PC, le lezioni con le LIM erano praticamente ferme, e RigeneraMI ha portato lì 43 PC rigenerati, pronti, testati, installabili, così che i docenti potessero riaccendere le aule e gli studenti potessero tornare a fare lezione digitale. È un caso esemplare di come l’economia circolare, quando è fatta con metodo, riesca ad avere un impatto immediato sulla scuola.
Da service Rotaract a magazzino sociale di PC
RigeneraMI nasce nel 2021 dentro il Rotaract Club Milano Sforza con una formula molto chiara: raccogliere computer, notebook, tablet e smartphone dismessi da aziende o privati, rigenerarli con software liberi e donarli a scuole e associazioni che lavorano con persone fragili o con ragazzi che non hanno un device proprio. L’obiettivo, scritto a chiare lettere sul sito, è ridare ai vecchi PC una nuova vita per donarli a chi ne ha più bisogno, cioè unire inclusione digitale e sostenibilità ambientale. In altre parole: meno e-waste, più persone connesse.
Nel tempo il progetto è stato adottato anche dal Rotary milanese e dal Distretto 2041, fino a ottenere nel 2024-25 un Global Grant che lo rende uno dei pochissimi service europei di Rotaract finanziati in questo modo. Questo passaggio è importante perché significa che la raccolta e la rigenerazione non sono più attività estemporanee, ma un processo strutturato: ci sono punti di raccolta, c’è chi fa il wiping dei dati, c’è chi installa e testa, c’è chi cura la logistica. Quando una scuola chiama, i PC ci sono.
Rigenerare un PC, per RigeneraMI, non è solo aggiustarlo: è raccontare che quel PC poteva finire tra i rifiuti elettronici e invece è stato trasformato in opportunità formativa. Le foto e i post dell’associazione insistono molto su questo punto: laptop su un banco di scuola, studenti che riaccendono le LIM, volontari che spiegano perché il riuso è meglio dell’acquisto compulsivo. È una narrazione che funziona perché lega tecnologia, ambiente e scuola nella stessa scena.
Il caso Voghera, quando 43 PC fanno ripartire le LIM
A fine settembre 2025 l’Istituto Maserati di Voghera denuncia un furto da 60 PC: un colpo che in qualunque scuola tecnica significa bloccare laboratori, aule informatiche e soprattutto l’uso delle lavagne interattive multimediali. Senza PC collegati, le LIM sono semplici schermi e gli insegnanti devono tornare a modalità meno coinvolgenti. La notizia finisce immediatamente sui media locali e arriva alla rete milanese di RigeneraMI.
Pochi giorni dopo, il 27 settembre, nei canali social del progetto compaiono le foto: i volontari davanti alla scuola, il dirigente scolastico, e soprattutto la dicitura che conta, donati 43 PC rigenerati per riattivare le LIM dopo il furto. Non sono i 60 rubati, ma sono abbastanza per rimettere in moto la didattica digitale e per evitare che l’anno scolastico parta con le aule dimezzate. Questa rapidità è possibile perché i dispositivi erano già rigenerati e pronti a magazzino, frutto delle donazioni precedenti. In pratica, la scuola ha avuto una assicurazione digitale senza saperlo.
Sia il sito ufficiale sia le testate di zona sottolineano lo stesso punto: grazie a quei PC le lezioni sono potute riprendere regolarmente. Per una scuola, soprattutto in provincia, questo vuol dire non perdere settimane in attesa di un nuovo acquisto pubblico, non ridurre le ore di laboratorio e non mortificare gli insegnanti che avevano preparato unità didattiche digitali. È anche un messaggio ai ragazzi: la tecnologia rubata viene restituita dalla comunità, e questo ha un valore educativo almeno quanto il valore economico dell’hardware.
Perché 43 PC rigenerati sono un’innovazione sociale
Un PC rigenerato consegnato a una scuola non è un ripiego: è un computer capace di far girare browser, piattaforme ministeriali, suite d’ufficio, applicazioni per la LIM. In contesti dove ci sono classi numerose e pochi device, aggiungerne 43 significa ridurre le file per usare i laboratori, significa permettere alle classi più deboli di accedere agli stessi strumenti delle altre, significa anche non dover chiedere alle famiglie di provvedere da sole. È inclusione digitale fatta con cacciaviti e SSD, non con le slide.
RigeneraMI è un esempio concreto di economia circolare applicata all’IT: invece di smontare i PC per recuperare metalli e plastiche, li rimette in circolo così come sono, con una vita utile allungata di due o tre anni. Ogni volta che la pagina del progetto scrive superata quota 550 dispositivi donati sta dicendo anche 550 dispositivi non sono diventati rifiuti elettronici. Nel 2025, con scuole e PA che parlano di transizione ecologica, avere un service che lo fa davvero è un argomento forte.
Molte realtà del terzo settore guardano a RigeneraMI perché è un modello leggero: non chiede denaro, chiede dispositivi; non chiede di creare nuove strutture, chiede volontari con competenze tecniche; non chiede grandi sponsor, perché la parte costosa (i PC) arriva gratis. Il supporto Rotary/Rotaract lo rende più stabile, ma l’architettura è replicabile in altre città. E l’operazione di Voghera è la prova che la formula funziona anche in emergenza.










