Dopo la stretta sui dispositivi elettronici per chi arriva negli Stati Uniti da 10 aeroporti di Medio Oriente e Nord Africa, adesso toccherebbe all’Europa, Italia inclusa. Dal vecchio continente agli Stati Uniti si volerà senza laptop, tablet e giochi elettronici. L’amministrazione americana guidata da Donald Trump sta infatti valutando se adottare misure analoghe per i voli da Roma, Parigi, Londra. Si stanno valutando i pro e i contro, riferiscono alcune fonti della Casa Bianca alla Cbs. E una decisione potrebbe arrivare fra poche settimane, quindi prima dell’estate, la stagione più trafficata sulle rotte dell’Atlantico.

«Continuiamo a valutare le direttive sulla base delle informazioni di intelligence, e effettueremo modifiche alle disposizioni attuali se sarà necessario per garantire la sicurezza dei passeggeri», spiegano dall’autorità per la sicurezza dei Trasporti americana, che fa capo al Dipartimento per la Sicurezza Nazionale. L’amministrazione Trump sta valutando con le compagnie aeree la fattibilità, ma anche l’impatto di un possibile ampliamento del divieto. Gli incontri vanno avanti da tempo, e nei colloqui i colossi dei cieli americani non hanno nascosto la loro contrarietà alla misura. Per le compagnie a stelle e strisce infatti l’effetto economico potrebbe essere pesante, così come le ripercussioni le ricadute politiche per Trump.

Come premesso, i passeggeri che volano negli Stati Uniti da 10 aeroporti di otto Paesi, in gran parte in Medioriente e Nord Africa, devono già rinunciare a portare i loro dispositivi elettronici nel bagaglio a mano, con l’unica eccezione dei cellulari. La misura deriva da informazioni di intelligence su potenziali minacce terroristiche, mentre non è legata all’ordine sull’immigrazione del presidente Donald Trump nei confronti di sei Paesi a maggioranza musulmana. Il provvedimento vieta di portare nel bagaglio a mano dispositivi elettronici più grandi di un telefono cellulare, come tablet, lettori dvd portatili, laptop e telecamere.

A doverli imbarcare in stiva saranno i passeggeri provenienti da aeroporti di otto Paesi a maggioranza musulmana: Amman in Giordania; il Cairo in Egitto; Kuwait City in Kuwait; Doha in Qatar; Dubai e Abu Dhabi negli Emirati Arabi Uniti; Istanbul in Turchia; Casablanca in Marocco; Riad e Gedda in Arabia Saudita. Già nel luglio 2014 il dipartimento americano aveva rafforzato le misure di sicurezza sui voli diretti negli Stati Uniti, ordinando maggiori controlli sui telefoni cellulari e sugli altri dispositivi elettronici, chiedendo ai passeggeri di accenderli prima di imbarcarsi. Gli aeroporti colpiti dalla misura sono serviti da nove compagnie che ogni giorno hanno 50 collegamenti diretti con gli Stati Uniti. Tra esse ci sono Royal Jordanian Airlines, Egypt Air, Turkish Airlines, Saudi Arabian Airlines, Kuwait Airways, Royal Air Maroc, Qatar Airways, Emirates ed Etihad Airways.

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