Dallo Sharing economy act sono tutti coinvolti, BlaBlaCar, Airbnb, Gnammo, ScambioCasa, Docsity. Si tratta dalle regolamentazione della cosiddetta economia della condivisione con l’obiettivo di tutelare gli utenti, garantire trasparenza ed equità fiscale. La proposta di legge sarà oggetto per tre mesi di una consultazione online gestita dall’Associazione Stati generali dell’innovazione, per raccogliere suggerimenti e proposte. Nei 12 articoli del testo, tra i cui firmatari ci sono Veronica Tentori (Pd), Antonio Palmieri (Fi), Ivan Catalano e Stefano Quintarelli (Gruppo misto). Uno degli aspetti che viene regolamentato è quello della tassazione, per cui viene prevista una aliquota del 10% per incassi fino a 10.000 euro complessivi ovvero realizzati con più portali.

Il maggior gettito fiscale atteso con lo Sharing economy act è pari a 150 milioni di euro nel 2016 per poi schizzare a 3 miliardi di euro nel 2025. Ma quali sono le piattaforme più utilizzate in Italia nel segno dell’economia condivisa? Docsity per lo scambio di appunti e materiali di studio; BlaBlaCar per viaggi in auto in condivisione; Fubles per la ricerca di compagni di gioco per il calcetto; Airbnb per la ricerca e l’offerta di alloggi vacanze; LocLoc per il noleggio oggetti e attrezzature; Gnammo per l’organizzazione di cene social tra privati; ScambioCasa per soggiorni gratis con lo scambio di alloggio; Sitterlandia per la ricerca e l’offerta di babysitter e badanti; Timerepublik per la banca del tempo digitale; Homelink per i soggiorni gratis con lo scambio di alloggio.

E che dire del ritorno in chiave web del vecchio autostop? Il concetto è semplice: ogni vettura ha cinque posti e l’utilizzo è limitato al tempo strettamente necessario. Perché allora non condividerne la fruizione e destinare il denaro ad altre necessità della vita anziché all’acquisto della vettura? A porsi questa domanda, nel mondo e in Italia, sono in milioni. Altrimenti non si spiegherebbe perché ogni giorno decine di migliaia di proprietari di auto scarrozzano e si fanno scarrozzare in giro da altrettanti sconosciuti. I vantaggi sono almeno quattro: il risparmio, la riduzione dello spreco, il miglioramento dell’ambiente, il confronto con altri punti di vista. Una tendenza che si è estesa anche alla campagna, dove molti agricoltori condividono trattori (e lavoratori).

E poi ci sono gli orti condivisi, fazzoletti di verde affidati dalle amministrazioni comunali a gruppi di cittadini, e le food forest, il cosiddetto bosco commestibile dove tutti aiutano e tutti beneficiano dei frutti della terra.

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