Entro dicembre l’EUDI Wallet segnerà una nuova tappa per l’identità digitale europea e l’IT Wallet italiano. Cambieranno documenti disponibili, ruolo di SPID e CIE e modalità di controllo e condivisione dei dati personali.
Entro il 24 dicembre 2026 ogni Stato dell’Unione europea dovrà mettere a disposizione almeno un portafoglio digitale conforme ai requisiti EUDI. In Italia il percorso è già partito con l’IT Wallet, integrato nell’app IO: nel 2026 12,7 milioni di utenti hanno attivato “Documenti su IO” e vi hanno conservato 21,8 milioni di documenti.
La novità riguarda soprattutto l’uso di credenziali digitali secondo regole comuni nei diversi Paesi. Per i cittadini significa poter presentare documenti e attestazioni in forma verificabile anche oltre confine. La disponibilità e le modalità d’uso dipenderanno dal completamento del portafoglio e dei servizi collegati.
EUDI Wallet e IT Wallet: le tappe
L’EUDI Wallet, il portafoglio europeo di identità digitale, è il quadro comune stabilito dalle regole dell’Unione. La scadenza del 24 dicembre 2026 indica il termine entro cui ciascuno Stato membro dovrà offrire almeno un wallet conforme. L’attivazione dei singoli servizi e delle credenziali procederà insieme allo sviluppo delle soluzioni nazionali.
L’Italia è tra i Paesi più avanti nella preparazione. Nella valutazione dell’Osservatorio Digital Identity & Wallet del Politecnico di Milano ha ottenuto 4 punti su 6. Nel novembre 2026 nove Stati, Italia compresa, avevano chiesto l’approvazione del proprio schema di certificazione. A quella data nessuna soluzione nazionale disponeva ancora dell’intero insieme di funzionalità richieste. La certificazione prevede controlli sulla sicurezza, sulla protezione dei dati e sull’interoperabilità.
Per il Sistema IT Wallet esiste un quadro normativo che definisce gli attori coinvolti e consente a soggetti pubblici e privati di partecipare alle sperimentazioni. A ottobre 2026 è stato pubblicato il regolamento che disciplina la partecipazione. Le soluzioni private dovranno inoltre passare da un accreditamento tramite convenzione con AgID, l’Agenzia per l’Italia digitale. Il lavoro italiano punta a far evolvere “Documenti su IO” in un portafoglio compatibile con gli standard europei.
Quali documenti si possono usare
Nell’app IO, “Documenti su IO” permette già di conservare documenti digitali. Nel 2026 erano 21,8 milioni: circa 11 milioni di patenti, 10,6 milioni di tessere sanitarie e 200.000 Carte europee della disabilità. L’IT Wallet è destinato ad accogliere altre credenziali. Tra quelle considerate per le fasi successive ci sono la tessera elettorale, l’attestazione ISEE e i titoli di studio.
Il portafoglio europeo conterrà identità e credenziali verificabili, utilizzabili per presentare attestazioni in contesti diversi. In prospettiva, qualifiche e requisiti potranno essere esibiti anche in altri Paesi sulla base di standard condivisi. I progetti pilota europei comprendono 257 casi d’uso; nel 2026 l’Italia ne ha testati 12. Tra gli impieghi più richiesti dagli utenti italiani figurano i servizi sanitari, indicati dal 34%, l’imbarco in aeroporto, dal 30%, e il check-in alberghiero, dal 23%.
SPID, CIE e controllo dei dati
SPID e Carta d’identità elettronica rimangono strumenti distinti dai documenti conservati nel wallet. Servono principalmente ad autenticarsi e ad accedere ai servizi online; il portafoglio raccoglie invece credenziali da presentare quando occorre provare la propria identità o il possesso di un requisito. A settembre 2026 risultavano attive 32 milioni di identità SPID e valide 57,4 milioni di CIE.
“Documenti su IO” si attiva nell’app IO. L’utente può continuare a usare le funzioni presenti nell’app; con l’arrivo di nuove credenziali o procedure, dovrà seguire i passaggi indicati dall’interfaccia e dalle regole del servizio. La modalità concreta dipenderà quindi dalle funzioni rese operative.
Il principio alla base del wallet europeo è la scelta, da parte della persona, delle informazioni da condividere. Per dimostrare la maggiore età, per esempio, può essere sufficiente presentare la conferma del requisito. La verifica tra Paesi richiede credenziali e servizi interoperabili e certificati; per questo, nella pratica, l’utilizzo dipenderà dagli strumenti messi a disposizione.
Al momento gli utenti italiani possono accedere ai servizi con SPID o CIE e conservare nell’app IO patente, tessera sanitaria e Carta europea della disabilità, dopo aver attivato la funzione. Le novità previste riguardano l’ampliamento delle credenziali e la loro compatibilità europea. Entro dicembre 2026 gli Stati dovranno rendere disponibile il wallet; l’uso quotidiano seguirà l’attivazione dei servizi e il rilascio delle credenziali.










