Tra ADAS e guida autonoma, capire chi mantiene il controllo è essenziale: il Codice della strada disciplina la circolazione, mentre in caso d’incidente la responsabilità può coinvolgere conducente, proprietario e costruttore.

L’articolo 46 del Codice della strada definisce i veicoli come macchine che circolano su strada «guidate dall’uomo». Per chi guida un’auto con assistenza di corsia o frenata automatica, la conseguenza pratica è chiara: l’automazione non trasferisce da sola la responsabilità. Se il sistema chiede di intervenire, o non è attivo nelle condizioni previste, il conducente deve riprendere il controllo e risponde delle proprie condotte.

Le funzioni di assistenza affiancano chi guida; alcuni sistemi, invece, possono assumere il compito di guida entro condizioni definite. La categoria dipende dalle caratteristiche della funzione, non dal nome commerciale scelto per presentarla.

ADAS e livelli di automazione: chi controlla

La classificazione SAE, adottata a livello internazionale, individua sei livelli, da zero a cinque. Serve a descrivere chi svolge il compito di guida e chi deve sorvegliare l’ambiente stradale.

Livello SAE Controllore durante l’attivazione
0 Il conducente; gli avvisi non guidano l’auto.
1 Il conducente, assistito in una funzione, per esempio la velocità o lo sterzo.
2 Il conducente, anche quando il sistema gestisce insieme sterzo e velocità.
3 Il sistema guida in condizioni specifiche; il conducente deve poter rispondere alla richiesta di ripresa.
4 Il sistema guida nell’area e nelle condizioni previste, senza richiedere un intervento umano continuo per gestire il compito.
5 Il sistema è progettato per guidare in ogni condizione affrontabile da un conducente umano.

Frenata automatica d’emergenza, cruise control adattivo e mantenimento della corsia rientrano di norma negli ADAS, cioè sistemi di assistenza. Il guidatore resta responsabile e deve vigilare. Ai livelli 3 e 4, invece, il sistema può assumere il compito dinamico di guida entro il proprio dominio operativo: per esempio, su una certa strada, a una determinata velocità o in una specifica situazione di traffico.

Circolazione e regole del Codice

Per le auto di serie dotate di ADAS si applicano le normali regole di circolazione, quando il veicolo e le sue funzioni sono omologati. Per i sistemi di automazione più avanzati rilevano l’omologazione del veicolo e le condizioni operative approvate. In Italia, il decreto ministeriale 70 del 2018 disciplina anche le sperimentazioni su strade pubbliche: occorrono l’autorizzazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e il nulla osta dell’ente che gestisce la strada.

L’articolo 141, comma 2, obbliga il conducente a conservare il controllo del veicolo e a poter compiere in sicurezza le manovre necessarie. C’è poi l’articolo 140: richiede prudenza e attenzione per evitare pericoli o intralci. Resta applicabile anche l’articolo 173, quando durante la marcia si usa il telefono o un altro dispositivo vietato. L’assistenza alla guida non modifica questi obblighi.

Nel 2026, le principali sanzioni collegate a tali condotte sono le seguenti:

  • Da 42 a 173 euro per la violazione delle altre disposizioni dell’articolo 141, compreso l’obbligo di controllo previsto dal comma 2.
  • Da 87 a 344 euro per le violazioni dell’articolo 141, comma 3, sulla regolazione della velocità in situazioni come curve, incroci e visibilità ridotta.
  • Da 250 a 1.000 euro per l’uso vietato di smartphone o dispositivi analoghi durante la marcia, con sospensione della patente da 15 giorni a due mesi. Se la violazione si ripete nel biennio, la multa va da 350 a 1.400 euro e la sospensione da uno a tre mesi.

Incidente: conducente, proprietario e costruttore

Sul piano civile, l’articolo 2054 del Codice civile presume responsabile il conducente, salvo che questi dimostri di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno. Anche il proprietario può rispondere in solido con chi era alla guida, a meno che provi che la circolazione è avvenuta contro la sua volontà. La copertura assicurativa obbligatoria interviene secondo le regole applicabili al sinistro.

Un difetto del veicolo o del software può chiamare in causa anche il produttore. La responsabilità va accertata sulla base delle prove e delle norme sulla responsabilità da prodotto. Per valutare il caso contano la funzione attiva, i limiti dichiarati, gli avvisi ricevuti e la possibilità concreta del conducente di intervenire.

Nell’uso quotidiano, quindi, il guidatore deve controllare quale assistenza è attiva e in quali strade e condizioni può funzionare. Deve sapere come il sistema segnala una richiesta di ripresa, mantenere l’attenzione indicata nel manuale e riprendere il controllo quando l’auto lo chiede. Conviene conoscere la funzione effettivamente attivata, senza affidarsi al nome commerciale. Anche quando il volante si muove da solo, la responsabilità segue il controllo previsto dalle regole e dalle condizioni d’uso.

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