L’applicazione Netflix per iPhone e iPad non supporta più la funzionalità AirPlay. A riportarlo è un documento di supporto sul sito ufficiale della piattaforma per vedere in streaming film e serie TV. I problemi lamentati negli ultimi giorni non sono stati quindi casuali perché anche se AirPlay può essere avviato dal Centro di Controllo non permette di riprodurre i contenuti compare un errore.

A detta di Netflix, questa scelta si è resa necessaria per garantire che gli standard di qualità per la visualizzazione siano soddisfatti. Per continuare ad accedere a Netflix, la strada suggerita tramite l’app integrata su Apple TV e altri dispositivi.

Nel tempo la tecnologia AirPlay è stata oggetto di diversi aggiornamenti, diventando a oggi la connessione senza fili che funziona meglio, a patto di avere un dispositivo Apple. Il suo grande limite è infatti di poter essere utilizzato solo all’interno dell’ecosistema della mela morsicata. Si può usare solo iPhone, iPod Touch, iPad e Mac e per il mirroring sulla TV, che consente di replicare ciò che compare sul dispositivo di riferimento, occorre poi acquistare una Apple TV.

Per quanto riguarda le funzionalità, AirPlay è molto simile a Chromecast: può essere usato per duplicare lo schermo, per inviare contenuti multimediali e con i giochi compatibili lo schermo diventa un gamepad. Ha il vantaggio di essere il sistema wireless più semplice e intuitivo da usare: non occorre inserire alcun codice e la configurazione è automatica.

E se poi si è in possesso di un Apple Watch, è possibile usare l’orologio multimediale al pari di un telecomando da polso. Interessante è poi la possibilità di gestione delle playlist musicali: è possibile passare velocemente da un brano all’altro oppure abbassare o alzare il volume semplicemente ruotando la Digital Crown.

Netflix gira un docufilm sulla corsa

La Barkeley Marathon si corre a Wartburg, una piccola città del Tennesse, nel Frozen Head State Park. È una sfida estrema di 100 miglia su cinque giri da correre nel tempo massimo di 60 ore senza un percorso segnato ma in cui ci si deve orientare con delle mappe cartacee passando per cinque punti di controllo. É nata nel 1986 e ha visto finora solo quindici vincitori. Non solo: dal 1986 a oggi, soltanto il 2% dei partecipanti è arrivato al traguardo.

Negli oltre trent’anni di storia, gli arrivati al traguardo sono stati esattamente 18, con soli due vincitori multipli: Jarred Cambell nel 2012-2014-2016, oltre a Brett Maune nel 2011 e 2012. Nella seconda occasione con l’attuale record della gara di 52h03’08. L’iscrizione costa 1 dollaro e 60 ma per avere il pettorale bisogna superare dei test. Su Netflix gira un docufilm che racconta questa corsa simile a un sacrificio umano. In genere si corre il primo weekend di aprile.

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