Il sistema illecito di telemarketing: numeri mascherati e pratiche scorrette

Le recenti indagini hanno portato alla luce un articolato schema di telemarketing ritenuto illecito, orchestrato attraverso telefonate promozionali provenienti da call center abusivi. Il meccanismo prevedeva l’utilizzo di numeri di telefono manipolati o non registrati, tramite tecniche note come spoofing, che permettono di camuffare l’identità del chiamante. Gli utenti venivano spesso contattati più volte, anche se già iscritti al Registro pubblico delle opposizioni, con l’obiettivo di proporre offerte commerciali a nome di TIM.

I numeri utilizzati durante queste chiamate non risultavano censiti nel Registro degli Operatori di Comunicazione (ROC) e, quindi, non consentivano agli utenti di riconoscere né bloccare agevolmente la fonte della chiamata. Questo sistema era in grado di ingannare persone attente, inducendole a credere di essere raggiunte da operatori ufficiali. Una delle strategie più insidiose prevedeva che, una volta ottenuto un primo interesse dal destinatario, venisse inviato un SMS con un collegamento a una pagina web intestata a un partner riconosciuto di TIM. Su questa pagina l’utente era portato a compilare un modulo per confermare la richiesta di ricontatto, simulando così una sorta di consenso spontaneo all’offerta.

Il successivo contatto, questa volta effettuato da un call center regolare e registrato al ROC, serviva a mascherare l’origine illegittima della procedura. L’intero processo si svolgeva sfruttando un’apparente legittimità delle procedure, alimentando confusione sui reali titolari delle attività promozionali.

L’autorità garante ha sottolineato l’aggravante rappresentata dalla mancata vigilanza di TIM sui suoi partner. Nonostante la presenza di un codice di condotta, mancava una verifica sistematica sull’effettivo rispetto delle regole in tutte le fasi della filiera commerciale. A ciò si aggiungevano difficoltà nello esercitare i diritti di opposizione o cancellazione dei dati, dovute a procedure di disiscrizione poco chiare, lente ed eccessivamente complesse per l’utente. Questo combinato di elementi ha reso la pratica particolarmente dannosa, alimentando un clima di sfiducia verso le comunicazioni telefoniche e rendendo centrale il tema della trasparenza nell’attività promozionale telefonica in Italia.

La risposta delle autorità: indagini, sanzioni e obblighi per TIM

L’intervento del Garante per la protezione dei dati personali ha segnato un’importante svolta nella lotta agli abusi del telemarketing. L’istruttoria, avviata a seguito di circa 7.000 segnalazioni pervenute nel 2025, ha ricostruito in dettaglio l’operatività illecita delle reti di vendita coinvolte, evidenziando gravi lacune nella supervisione e nella gestione delle procedure da parte di TIM.

Alle criticità individuate, quali l’uso reiterato di numerazioni non censite e il mancato rispetto delle volontà di esclusione espresse dagli utenti, il Garante ha risposto imponendo una sanzione pecuniaria e prescrivendo interventi strutturali. In particolare, TIM è stata obbligata a rafforzare i controlli interni, ad adeguare immediatamente i sistemi di verifica dei partner commerciali, e a implementare meccanismi più trasparenti per la raccolta e la gestione dei consensi.

Le misure richieste comprendono anche una semplificazione delle procedure di esercizio dei diritti riconosciuti dal Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR), come l’accesso, la cancellazione e l’opposizione al trattamento dei dati, che in passato risultavano difficoltosi da attuare. L’Autorità ha precisato che il solo rispetto formale di un codice di condotta non può mai sostituire l’obbligo di vigilare sulle azioni dell’intera filiera commerciale. Con questa decisione, viene rafforzato il principio secondo cui la responsabilità del trattamento e della tutela dei dati personali rimane sempre in capo al titolare del servizio, anche in presenza di terzi affidatari di singole attività di vendita.

Si configura quindi un nuovo standard di rispetto dei diritti degli utenti, da garantire con controlli sistematici sull’attività promozionale e maggior trasparenza nella gestione delle informazioni di contatto, così da prevenire il ripetersi di simili comportamenti illeciti.

Come difendersi dal telemarketing invasivo: strumenti e strategie per gli utenti

Alla luce delle recenti sanzioni e dell’attenzione crescente verso la tutela della riservatezza, i clienti possono ricorrere a numerosi strumenti per contrastare il marketing telefonico aggressivo. Uno degli strumenti più innovativi messi a disposizione dagli operatori è la funzione “TIM Stop Spam” integrata nell’app MyTIM – almeno su dispositivi Android dalla versione 10 in su.

Questa funzionalità consente agli utenti di bloccare automaticamente telefonate provenienti dall’estero, identificando la principale fonte di chiamate moleste: le numerazioni con prefissi internazionali sconosciuti. Il sistema offre ampia personalizzazione, permettendo di selezionare da quali Paesi ricevere chiamate e di escludere eventuali contatti di fiducia che siano salvati in rubrica. L’abilitazione del servizio richiede di impostare l’app MyTIM come ID chiamante e di autorizzare l’accesso alla rubrica, seguendo semplici passaggi illustrati nella schermata principale dell’app.

  • Aggiornare MyTIM all’ultima versione disponibile (solo Android dalla versione 10)
  • Attivare la protezione anti-spam dallo specifico riquadro nell’app
  • Consentire l’accesso ai contatti e l’utilizzo di MyTIM come app chiamante principale
  • Configurare i Paesi da cui accettare le telefonate

Questa soluzione di difesa preventiva rappresenta un cambiamento di approccio dal semplice blocco del singolo numero alla gestione proattiva delle aree geografiche da cui ricevere chiamate.

Su iOS, invece, il blocco specifico di chiamate dai Paesi esteri tramite l’app MyTIM attualmente non è disponibile per limiti tecnici imposti dal sistema operativo Apple, che pone restrizioni all’accesso delle app di terze parti sulle funzioni di chiamata. In questo contesto, gli utenti iPhone possono comunque ricorrere a servizi generici già integrati nel sistema, come l’identificazione dei numeri sconosciuti o l’inserimento manuale di chiamate indesiderate in “silenzioso”.

Restano inoltre valide altre strategie generali per ogni tipologia di dispositivo, tra cui:

  • Iscrizione o aggiornamento della propria posizione nel Registro pubblico delle opposizioni;
  • Utilizzo di app anti-spam di terze parti affidabili e riconosciute;
  • Verifica dei prefissi delle chiamate e dei mittenti prima di rispondere a numeri sospetti;
  • Attivazione delle impostazioni di filtro chiamate di default disponibili su smartphone;
  • Consultazione periodica delle informative privacy degli operatori per verificare la possibilità di esercitare i propri diritti.

Attraverso il ricorso a questi strumenti l’utente può rafforzare la protezione della privacy e ridurre significativamente l’incidenza delle telefonate promozionali indesiderate.

Segnalare chiamate sospette e tutelare i propri diritti

Se si ricevono tentativi di contatto che fanno sospettare operazioni scorrette o pratiche di marketing aggressive, la segnalazione tempestiva alle autorità competenti è essenziale per prevenire ulteriori abusi. Nel contesto italiano la procedura più efficace prevede:

  • Invio di segnalazione al Garante per la protezione dei dati personali, con specifica del numero utilizzato, data e ora della chiamata e, se possibile, copia o screenshot dei messaggi ricevuti;
  • Comunicazione della violazione anche all’operatore stesso, richiedendo l’esercizio dei propri diritti di opposizione al trattamento dei dati e tracciando le azioni intraprese dal provider;
  • Utilizzo della piattaforma telematica del Registro pubblico delle opposizioni, soprattutto in caso di mancato rispetto delle preferenze espresse relativamente alle comunicazioni commerciali;

È importante ricordare che il GDPR, applicato in tutta Europa, riconosce a ciascun cittadino diritti specifici in tema di privacy e protezione dati personali, imponendo agli operatori l’obbligo di rispondere in modo chiaro e tempestivo a istanze come quelle di accesso, rettifica, cancellazione e opposizione.

Segnalare chiamate di telemarketing aggressivo TIM o di altri operatori rappresenta, quindi, uno strumento fondamentale per rafforzare la sicurezza di tutti e stimolare comportamenti corretti sul mercato. Solo attraverso la collaborazione tra singoli utenti, associazioni di consumatori e autorità di controllo è possibile costruire un ambiente telefonico più sicuro e rispettoso della riservatezza individuale.

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