L’allarme di Broadcom sui costi e sui ritorni dell’infrastruttura IA riaccende i dubbi sulla sostenibilità degli investimenti. A Seul il repricing della filiera pesa sui listini, mentre le trimestrali mettono alla prova le aspettative.
Hock Tan, amministratore delegato di Broadcom, ha paragonato gli investimenti nell’intelligenza artificiale alle puntate in un casinò. Nella stessa giornata, il 13 ottobre 2026, il Kospi di Seul ha chiuso in calo del 5,5%, dopo essere sceso sotto quota 6.000 nel corso degli scambi. A guidare le perdite sono stati i produttori di chip: SK Hynix ha ceduto oltre il 10%, Samsung Electronics più del 7%.
Le parole di Tan, pronunciate a Singapore, hanno riportato l’attenzione sulla capacità delle imprese di trasformare la spesa per l’IA in ricavi e profitti. Il punto è il rendimento degli investimenti che alimentano la corsa ai data center.
Broadcom mette a fuoco costi e ritorni
Tan ha criticato le aspettative molto elevate di alcuni investitori e la difficoltà di molte aziende nel capire quale ritorno potranno ottenere. Ha descritto l’uso dei modelli come un consumo di risorse privo di una direzione chiara: «La gente sta semplicemente sprecando denaro, consumando token, cercando di capire» l’intelligenza artificiale.
Per spiegare il problema, il manager ha evocato una sala giochi. Un bambino riceve dieci dollari in gettoni, li esaurisce in fretta e non impara nulla. A suo giudizio, alcune imprese spendono in modo simile: assorbono capacità di calcolo e sostengono costi senza avere definito casi d’uso in grado di generare valore. Broadcom fornisce chip personalizzati e soluzioni di rete per i data center; Tan parla dunque da una posizione interna alla filiera.
In Asia hanno pesato anche i timori legati alla concorrenza cinese. Il produttore CXMT ha fatto progressi nella densità della memoria e punta a introdurre nuovi prodotti per server entro la fine del 2026. La pressione si è estesa a più segmenti tecnologici: a Tokyo Kioxia ha perso oltre il 13%, mentre i titoli delle società che producono apparecchiature per semiconduttori hanno registrato cali. Anche il mercato di Taipei ha chiuso in ribasso, di circa il 2%.
Seul riflette il repricing della filiera IA
Per gli investitori, la questione centrale è il passaggio dalla spesa per le infrastrutture ai risultati economici. I gruppi tecnologici finanziano data center, acceleratori, memoria e reti. Questi acquisti sostengono i fornitori; perché l’investimento produca ritorni, però, devono arrivare servizi e applicazioni capaci di generare ricavi ricorrenti. Una revisione al ribasso delle attese di redditività può pesare sulle valutazioni azionarie anche prima di un calo nelle vendite di chip.
La forte concentrazione del mercato accentua gli effetti delle revisioni. Dall’arrivo di ChatGPT, nel novembre 2022, un gruppo di 41 società legate all’IA ha prodotto il 75% dei rendimenti dell’S&P 500, l’80% della crescita degli utili e il 90% dell’aumento degli investimenti in conto capitale. Sono i dati dell’analisi di Michael Cembalest, di JPMorgan Private Bank. Le prospettive di un numero limitato di aziende pesano così in misura rilevante sull’andamento complessivo del mercato.
Le stime sugli utili restano solide. Per le società dell’S&P 500 è prevista nel terzo trimestre del 2026 una crescita del 31% su base annua; circa due terzi dell’aumento atteso dovrebbero arrivare dal comparto tecnologico e da grandi gruppi come Alphabet, Amazon e Meta. Proprio la distanza tra queste previsioni e i dubbi sui costi rende le prossime comunicazioni societarie particolarmente attese dagli investitori.
Le trimestrali misurano la tenuta delle aspettative
Il calendario dei risultati accompagnerà il mercato dalle prime indicazioni di fine ottobre fino ai conti dei produttori di chip, attesi a novembre. Tesla dovrebbe comunicare i risultati il 21 ottobre 2026; Alphabet, Meta e Microsoft il 28 ottobre; Amazon il 29 ottobre; Apple il 2 novembre e Nvidia il 18 novembre. Le date di alcune società possono cambiare. Gli investitori seguiranno gli utili, ma anche le previsioni aziendali e i piani di spesa per il periodo successivo.
Per i risparmiatori italiani, le ricadute possono passare dai fondi e dagli ETF esposti ai grandi titoli tecnologici, oltre che dalle azioni europee della filiera dei semiconduttori. Nei bilanci delle imprese italiane che investono in IA, l’attenzione si concentra sui costi di calcolo e sui risparmi o sui nuovi ricavi prodotti dai progetti. Tra gli indicatori da seguire ci sono i margini, le spese in conto capitale e le indicazioni sulla domanda di chip.
La tenuta delle valutazioni dipenderà dai risultati e dalle prospettive delle società tecnologiche. Se gli utili cresceranno insieme alla capacità di monetizzare i servizi, gli investimenti avranno una giustificazione economica. Se invece la spesa continuerà a correre più dei ricavi, il mercato potrà rivedere ancora le valutazioni.










