Dal jazz agli esordi a Sanremo, Wilma De Angelis ha attraversato la musica e la televisione con una presenza inconfondibile. Con Telemenù portò la cucina sul piccolo schermo, trasformando i fornelli in un luogo d’incontro e lasciando un’eredità duratura.

Wilma De Angelis è morta a Milano l’11 ottobre 2026, a 96 anni, dopo una carriera lunga oltre sette decenni fra canzoni, varietà e programmi di cucina. Nata nella stessa città l’8 aprile 1930, si fece conoscere prima come cantante e poi entrò nelle case degli italiani con una presenza televisiva familiare. Dal 1979 condusse su Telemontecarlo Telemenù, uno degli appuntamenti gastronomici più longevi della sua stagione.

Il passaggio dalla musica alla conduzione cambiò il linguaggio, non il rapporto con il pubblico. Ai fornelli De Angelis portò la naturalezza affinata davanti ai microfoni e alle telecamere: la ricetta diventava un’occasione per parlare, mentre la preparazione proseguiva in studio. La sua lunga esperienza televisiva in cucina si comprende anche tornando agli esordi musicali e al modo in cui imparò a stare in scena.

Dal jazz a Sanremo: gli esordi musicali

Da giovane studiò canto con i maestri Cosimo Di Ceglie e Rusconi, poi cominciò a esibirsi nei locali milanesi. Nel 1952 firmò un contratto con la Vis Radio. Per quattro anni cantò con Maria Dattoli nel Duo Vocale Vis e partecipò a programmi radiofonici. Conclusa l’esperienza in coppia, intraprese la carriera solista. Nel 1956, a Boario Terme, fu proclamata “Reginetta del Jazz italiano”, riconoscimento legato alla sua familiarità con lo swing e con ritmi meno convenzionali.

Il contratto con la Philips arrivò nel 1957 e inaugurò una nuova fase discografica. La notorietà nazionale crebbe con il Festival di Sanremo: nel 1959 De Angelis interpretò Nessuno e Per tutta la vita, canzoni presentate anche da Betty Curtis e Jula de Palma. Quello stesso anno partecipò al Festival di Napoli con Cerasella, in coppia con Gloria Christian. A Sanremo era prevista la doppia esecuzione: interpreti diversi proponevano lo stesso brano. La versione di Nessuno cantata da De Angelis entrò così in un dialogo musicale che proseguì in televisione con Mina.

Nel filmato di Canzonissima del 1959, le due cantanti si alternano e danno al brano accenti diversi. De Angelis segue una linea melodica composta; Mina imprime alla canzone un’energia più inquieta. Il confronto mostra anche la libertà con cui De Angelis affrontava il repertorio e la scena. Nel 1960 arrivò il terzo posto a Sanremo con Quando vien la sera, cantata insieme a Joe Sentieri.

L’anno successivo presentò Patatina, canzone di Gianni Meccia che non raggiunse la finale, ma ebbe un notevole successo di pubblico e di vendite. Da quel brano le rimase il soprannome “Miss Patatina”, e il titolo diventò uno dei più riconoscibili del suo repertorio. La sua ultima partecipazione al Festival fu nel 1963: in tutto, le presenze sanremesi furono nove. Continuò poi a esibirsi e a lavorare anche all’estero, soprattutto nei Paesi Bassi e in Danimarca. Nel 1981 tornò allo swing con il progetto Questi pazzi pazzi Oldies, realizzato insieme a Ernesto Bonino, Claudio Celli, Nicola Arigliano e Cocky Mazzetti.

Telemenù e la cucina come incontro

La svolta televisiva prese forma nel 1979. Paolo Limiti le propose di condurre Telemenù su Telemontecarlo, trasmissione che in seguito cambiò titolo in Sale, pepe e fantasia e rimase in onda per diciotto anni consecutivi. De Angelis accompagnava chi guardava, spiegando i gesti con un tono colloquiale. La conversazione aveva spazio quanto la preparazione dei piatti, e in studio la cucina si svolgeva con familiarità.

Una puntata poteva somigliare a un pranzo condiviso. Sul tavolo si preparava una ricetta e, intanto, l’ospite raccontava il proprio lavoro o la vita fuori dallo studio. Nei programmi successivi, fra cui La spesa di Wilma, Complimenti allo chef e A pranzo con Wilma, la conduttrice accolse personaggi dello spettacolo e della politica. Il cibo teneva insieme la puntata, mentre le storie degli ospiti accompagnavano i passaggi della preparazione. Chi seguiva da casa poteva vedere le diverse fasi della ricetta e partecipare alla chiacchierata.

Era una televisione domestica: il programma culinario offriva compagnia e un servizio quotidiano. La ricetta diventava racconto, con un ritmo disteso e l’attenzione spesso rivolta alla persona ospite, oltre che agli ingredienti. De Angelis manteneva un tono diretto e familiare. Accanto alla televisione pubblicò anche libri di cucina, fra cui Quando cucina Wilma e In cucina con fantasia. Il rapporto con il pubblico passava così dallo schermo alle pagine.

Una presenza televisiva oltre i fornelli

Negli anni successivi De Angelis continuò a cantare e partecipò a programmi di varietà e trasmissioni dedicate alla memoria della canzone, fra cui Ci vediamo in tv e I migliori anni. Nel 1994, nello spettacolo di Gerry Scotti, fu eletta “La simpaticissima”. Nel 2000 interpretò Cecca, maschera tradizionale del Carnevale milanese. La sua carriera attraversò così l’intrattenimento, la musica e la cultura popolare.

La disponibilità a cambiare registro si vide anche in esibizioni lontane dai classici che l’avevano resa celebre. Nel 2010 cantò Dimmi di sì, versione italiana di Bad Romance di Lady Gaga, durante una trasmissione condotta da Paola Perego. Nel 2017 fu festeggiata per i 65 anni di carriera. Il 6 aprile 2024 tornò a cantare dal vivo a I migliori anni, riproponendo Patatina e Nessuno. Nel 2025 partecipò in collegamento a La Volta Buona, in occasione del compleanno di Mina.

L’eredità di Wilma De Angelis in tv

La cucina televisiva si è trasformata: ai programmi di compagnia si sono affiancati format competitivi, sfide e produzioni costruite attorno alla figura dello chef. L’esperienza di De Angelis appartiene a una stagione in cui contavano la continuità del rapporto con il pubblico e la familiarità del volto in studio. La sua conduzione contribuì a rendere la cucina un genere televisivo capace di durare.

Il modello di De Angelis univa musica, casa e conversazione. La cantante portava ai fornelli il mestiere dello spettacolo; la conduttrice si rivolgeva al pubblico con un tono diretto, e la cucina offriva un appuntamento concreto, fatto di gesti quotidiani e ospiti. Per questo resta una figura riconoscibile nella storia della televisione italiana. Alla voce di canzoni come Nessuno e Patatina si affianca il ricordo di una conduttrice capace di fare di una ricetta un momento di intrattenimento condiviso.

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