La carta d’identità elettronica può restare valida anche quando il chip è già scaduto, con possibili conseguenze sulle sue funzioni digitali. Ecco come controllare le date e cosa serve per richiedere la sostituzione.
Una CIE può restare valida come documento di identità anche quando il chip non consente più l’accesso ai servizi digitali. Per le carte degli over 70, la validità amministrativa può essere illimitata; i certificati elettronici integrati hanno invece una durata propria. La data stampata sulla tessera riguarda il documento, mentre autenticazione online e firma dipendono dalle funzioni elettroniche disponibili nel chip.
Carta valida, chip con una scadenza diversa
La CIE comprende due elementi con funzioni e scadenze distinte. La validità del documento fisico serve a identificare il titolare; i certificati contenuti nel chip abilitano specifiche operazioni elettroniche. Per la carta d’identità elettronica, questi certificati digitali hanno una validità di dieci anni. La durata riguarda quindi le funzioni elettroniche associate alla tessera.
Per gli adulti sotto i 70 anni la carta ha normalmente validità di dieci anni dalla data di emissione. Per chi ha almeno 70 anni al momento del rilascio, la disciplina introdotta nel 2026 stabilisce invece la validità illimitata del documento ai fini dell’identificazione. La durata dei certificati digitali resta legata alla loro scadenza.
Quando i certificati sono scaduti, la CIE può restare utilizzabile per identificarsi nei casi previsti e, nello stesso tempo, non consentire l’accesso ai servizi online che richiedono l’autenticazione tramite chip. Possono essere coinvolte anche le procedure di firma digitale associate alla carta. Gli accessi CIE di livello 1 e 2 utilizzano credenziali e un secondo fattore; per il livello 3, invece, è richiesta la lettura fisica della carta. La funzione da ripristinare dipende dal servizio utilizzato.
Come verificare le date e le funzioni
Per prima cosa si può controllare la scadenza riportata sulla carta e confrontarla con la data di emissione. Per verificare le funzioni elettroniche, occorre seguire le istruzioni ufficiali CIE e rivolgersi ai canali indicati dal Ministero dell’Interno e dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, che produce il documento. Le indicazioni riguardano la validità amministrativa della tessera, i certificati e le credenziali di accesso.
Per chi ha più di 70 anni, la dicitura di validità illimitata accompagna la carta nel suo uso come documento di identificazione. Se il problema riguarda invece le credenziali CIE di livello 1 o 2, il percorso riguarda il loro recupero o la riattivazione. La gestione delle credenziali e quella dei certificati del chip sono procedure separate.
Quando i certificati non sono più utilizzabili e occorre ripristinare le funzioni collegate al chip, si può richiedere una nuova carta. La procedura ordinaria passa dal Comune di residenza. Se è prevista una prenotazione, si effettua attraverso i canali comunali o il sistema indicato dall’amministrazione. Gli appuntamenti e i tempi di lavorazione variano da Comune a Comune.
Sostituzione della CIE: pratica, costi e documenti
All’appuntamento per il rilascio bisogna portare una fototessera conforme, la carta precedente e un altro documento di riconoscimento. In caso di furto o smarrimento serve la denuncia alle autorità. Durante la procedura il Comune acquisisce i dati e le impronte previste. La nuova CIE viene poi prodotta e spedita all’indirizzo scelto oppure consegnata secondo le modalità stabilite dal Comune. Per conoscere l’attesa concreta, ci si può rivolgere all’ufficio che gestisce la richiesta.
Il costo ordinario nazionale per la produzione è di 16,79 euro. A questa cifra si aggiungono i diritti fissi e di segreteria stabiliti dal Comune, perciò l’importo totale varia sul territorio. In caso di sostituzione dovuta alla scadenza dei certificati del chip, è utile spiegare all’ufficio che si tratta di una carta ancora valida per l’identificazione, con funzioni digitali scadute. Questa informazione aiuta a inquadrare la richiesta nell’ambito della procedura corretta.
Prima di avviare la pratica, conviene controllare la data stampata sulla tessera, verificare il suo utilizzo come documento e individuare la funzione digitale che ha smesso di funzionare. Per le credenziali di accesso si seguono le istruzioni CIE; per i certificati del chip e la sostituzione della carta ci si rivolge al Comune, secondo le procedure ufficiali del Ministero dell’Interno.










