Il titolo PayPal guadagna terreno in Borsa, con un rialzo dell’11% in un mese, mentre Michael Burry resta fiducioso. Tra la sua tesi sui pagamenti, utili in crescita e ricavi più lenti, a pesare sono prezzo e uso quotidiano.

PayPal ha guadagnato l’11% nel mese terminato il 30 ottobre 2026, arrivando a circa 50 dollari per azione mentre il Nasdaq 100 entrava in correzione. Il rialzo si è concentrato soprattutto nella prima parte del mese, prima del 12 ottobre. I risultati pubblicati il 27 ottobre hanno dato ulteriore sostegno al titolo, che lunedì 2 novembre ha guadagnato un altro 3,1%. A fine periodo le quotazioni erano vicine ai 50 dollari; il prezzo iniziale implicito si collocava intorno ai 45.

Per Michael Burry, l’investitore noto per aver scommesso contro il mercato immobiliare statunitense prima della crisi finanziaria, il rialzo non ha esaurito l’interesse per PayPal. Nel suo ultimo post su Substack ha definito il titolo ancora una “Fat Pitch” intorno ai 50 dollari, usando un’espressione riferita a un investimento che considera particolarmente attraente. Il giudizio è arrivato mentre circolavano notizie su Global Payments e si discuteva della valutazione di Fiserv, un altro operatore del settore dei pagamenti.

La tesi di Burry sui pagamenti

Burry è rialzista su PayPal dall’aprile 2026. In quel mese ha rivelato una posizione pari a circa il 3,5% del proprio portafoglio. A luglio aveva giudicato insufficiente l’offerta da 60,50 dollari per azione attribuita a Stripe e Advent; l’operazione è poi saltata in agosto. Nel suo intervento più recente ha espresso invece la valutazione più favorevole per Fiserv, società statunitense attiva nella tecnologia per i pagamenti e nei servizi finanziari.

Il commento è seguito alla notizia di trattative preliminari per l’acquisizione di Global Payments da parte di Clayton, Dubilier & Rice insieme a GTCR, che è il principale azionista della società. Per Global Payments Burry ha stimato un valore compreso tra 45 e 60 dollari per azione, considerando anche un possibile premio di controllo. Per Fiserv ha indicato invece un intervallo tra 100 e 120 dollari, prendendo come riferimento un prezzo di 50,02 dollari.

Risultati: utile in crescita, ricavi lenti

I conti di PayPal, società che gestisce pagamenti digitali, mostrano un andamento disomogeneo. Nel trimestre comunicato il 27 ottobre 2026, i ricavi sono saliti del 2%, a 8,58 miliardi di dollari. Il dato è rimasto sotto gli 8,71 miliardi attesi dal consenso degli analisti. L’utile per azione rettificato, o EPS non-GAAP, ha invece raggiunto 1,45 dollari, in aumento dell’8% e sopra la stima di 1,31 dollari.

La società ha rivisto al rialzo la previsione di EPS non-GAAP per il 2026, portandola a circa 5,60 dollari dai precedenti 5,38. A sostenere la redditività è stata anche la disciplina sui costi: le spese operative non legate alle transazioni sono cresciute appena dell’1%. Il checkout a marchio PayPal ha registrato una dinamica più debole. Il volume dei pagamenti effettuati con il pulsante PayPal nei negozi online è aumentato soltanto dell’1% a cambi costanti. La società ha stimato inoltre un impatto di circa 70 punti base dovuto alla fine dell’esenzione doganale europea per i pacchi di basso valore.

Le previsioni raccolte dal mercato collocano il reddito netto normalizzato intorno a 4,7 miliardi di dollari sia nel 2026 sia nel 2028. In questo quadro, la crescita dell’utile per azione dipende anche dalla riduzione delle azioni in circolazione: negli ultimi dodici mesi PayPal ne ha riacquistate circa 117 milioni. Per il 2027 il management ha parlato di un anno dedicato agli investimenti e prevede una crescita dell’EPS simile a quella del 2026.

Prezzo, fiducia e uso quotidiano

Al 30 ottobre 2026 PayPal trattava a 9,7 volte gli utili attesi. La media dei cinque anni precedenti era di 16 volte, un divario che rientra tra gli argomenti a sostegno della tesi di Burry. Il 29 ottobre Barclays ha declassato il titolo a “Underweight”, indicando il rallentamento dei fondamentali. Il prezzo obiettivo medio degli analisti era di 57 dollari.

Per gli utenti italiani PayPal è uno strumento usato negli acquisti online e nei trasferimenti di denaro. In Borsa, il valore dell’azione riflette le attese degli investitori sulla crescita dell’azienda, sui margini e sulla concorrenza, oltre che sulla sua capacità di finanziare innovazione e riacquisti. L’andamento del titolo resta quindi legato ai risultati economici e alle decisioni della società.

La scommessa di Burry poggia sull’idea che il rialzo dell’11% lasci ancora spazio a un potenziale di crescita per PayPal ai prezzi attuali. I ricavi e il checkout avanzano lentamente, mentre il contenimento dei costi e i buyback contribuiscono a sostenere l’EPS. Sono questi gli elementi che accompagnano la valutazione ottimista dell’investitore.

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