Conviene aggiornare i propri dispositivi, dal PC equipaggiato con una delle vari versioni di Windows agli smartphone Android passando per la varie release di iPhone e iPad, agli update correttivi per tamponare le vulnerabilità Spectre e Meltdown? La situazione è la seguente:

  • Microsoft ha rilasciato l’aggiornamento per Windows 10 e per le versioni più vecchie del sistema operativo
  • Apple ha rilasciato l’aggiornamento 10.13.2 di Mac e iOS 11.3.2 per iPhone e iPad
  • Google ha aggiornato Android e Chrome OS

C’è però un problema: secondo alcuni esperti gli aggiornamenti contro le falle potrebbero rallentare i processori Intel tra il 5 e il 30%. E adesso arrivano le prime ammissioni. Dopo la scoperta della falla sui processori di Intel, Arm e Amd e gli aggiornamenti sulla sicurezza diramate dai big della tecnologia, iniziano le prime lamentele sulle prestazioni dei dispositivi. Microsoft spiega effettivamente che l’impatto degli aggiornamenti è significativo. Mentre in rete spunta un video del 2014 in cui un guru della sicurezza già sospettava della vulnerabilità dei chip di Intel.

In un post firmato dal vicepresidente di Microsoft, Terry Myerson, il colosso di Redmond fa il punto sulle performance dei dispositivi informatici in relazione alle diverse falle di sicurezza: sono Meltdown, che affligge solo i processori Intel, e Spectre, che esiste in due varianti e colpisce anche i prodotti di Amd e Arm. Con i processori prodotti nel 2016 e nel 2017 la gran parte degli utenti del sistema operativo Windows 10 non noteranno cambiamenti. Con i processori prodotti fino al 2015 il rallentamento – parole testuali – è più significativo.

I protagonisti della vicenda

Una delle tre produttrici di microchip che presentano falle nel sistema è Intel Corporation: fondata nel 1968 realizza dispositivi a semiconduttore ed è considerata la più grande azienda in questo settore a livello mondiale. Ha 106mila dipendenti e un fatturato di 59,4 miliardi di dollari (nel 2016). La multinazionale statunitense Advanced micro devices (Amd) produce microprocessori per il mercato consumer. Poi c’è Arm Holdings: fondata nel 1969, ha sede a Sunnyvale, California. Nel 2016 contava 8.200 dipendenti e ha fatturato qualcosa come 4,27 miliardi di dollari. Ha sede a Cambridge, Regno Unito, ed è nota per la sua linea di processori.

Amd è stata invece fondata nel 1990 come joint venture e domina il settore dei microprocessori per telefoni cellulari. Acquisita nel 2016 dalla giapponese Softbank, ha oltre 3.000 dipendenti e ricavi per 970 milioni. Project Zero è poi il nome del team di esperti all’interno di Google. Annunciato ufficialmente il 15 luglio 2014 il gruppo è formato da analisti di sicurezza informatica e si occupa dell’individuazione di vulnerabilità zero-day ovvero non pubblicamente note: le falle sono state scoperte anche dal team di Google. Infine, a individuare le due vulnerabilità informatiche sono stati anche alcuni ricercatori dell’Università tecnica di Graz centro di formazione austriaco specializzato nel settore tecnologico-scientifico.

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