Nexi si prepara a mettere la propria rete al servizio dell’euro digitale, puntando su test attesi dal 2027 e su una possibile emissione nel 2029. Una sfida che apre nuove opportunità e scenari di concorrenza nei pagamenti.
Nexi e Deutsche Telekom gestiranno per dieci anni uno dei due collegamenti di rete previsti dalla Banca centrale europea (BCE) per l’euro digitale. Il contratto, in vigore dal 28 settembre 2026, inserisce il gruppo italiano nell’infrastruttura che collegherà la piattaforma della futura moneta alle banche centrali e agli intermediari. Per Nexi è un’occasione per estendere i servizi tecnologici destinati al sistema dei pagamenti europeo e un riconoscimento del lavoro industriale svolto.
La rete Nexi al servizio dell’euro digitale
Il raggruppamento italo-tedesco è stato scelto come Network Service Provider, il fornitore di connettività. La rete collegherà i data center della Digital Euro Service Platform (DESP), la piattaforma tecnologica dell’Eurosistema, e darà accesso alle banche centrali nazionali e ai prestatori di servizi di pagamento, comprese banche e altri intermediari autorizzati. L’altro contratto è andato al consorzio spagnolo formato da Telefónica e Indra.
Due operatori, dunque, per sostenere la continuità e la resilienza del sistema. I collegamenti dovranno trasportare le informazioni necessarie alle transazioni e adeguare le risorse sia ai volumi variabili sia ai picchi di utilizzo. La BCE sarebbe l’emittente dell’euro digitale; gli intermediari potranno integrare la moneta nei servizi offerti a cittadini ed esercenti.
Il CEO Bernardo Mingrone ha definito l’assegnazione una tappa significativa per Nexi e un contributo al rafforzamento della sovranità digitale europea. Il gruppo, già attivo nei servizi e nelle infrastrutture di pagamento, entra così nella realizzazione della rete e nella fase di sperimentazione. La sua partecipazione allo sviluppo della soluzione offline, insieme a Giesecke+Devrient e Capgemini, estende il coinvolgimento alle componenti tecnologiche del progetto.
Test nel 2027, possibile emissione nel 2029
L’euro digitale è concepito come moneta pubblica elettronica, con un valore equivalente a quello dell’euro in contanti. Sarà utilizzabile insieme alle banconote. I servizi passeranno attraverso prestatori autorizzati e il progetto comprende pagamenti online e offline. Per questi ultimi, l’obiettivo dichiarato è permettere operazioni anche senza una connessione attiva.
Il prossimo appuntamento operativo è il progetto pilota, programmato dalla BCE nella seconda metà del 2027 e previsto per dodici mesi. Dovrebbero parteciparvi 36 prestatori di servizi di pagamento, commercianti selezionati e personale delle banche centrali. Le prove includeranno pagamenti nei negozi e trasferimenti tra persone. Dal 2029 i due fornitori di rete dovranno essere pronti per un’eventuale emissione.
Intanto procede il percorso legislativo europeo. Parlamento europeo e Consiglio dell’Unione hanno definito le rispettive posizioni nel 2026; sono in corso i negoziati interistituzionali sul quadro normativo. La piattaforma dovrebbe essere pronta nel 2029. Per avviare la moneta serviranno la normativa europea e una successiva decisione del Consiglio direttivo della BCE.
Servizi, concorrenza e opportunità per Nexi
Per consumatori e negozi, l’eventuale disponibilità dell’euro digitale attraverso banche e altri prestatori aggiungerebbe uno strumento per pagare in negozio e trasferire denaro. Gli esercenti dovrebbero adeguare i sistemi di accettazione, mentre gli intermediari lavorerebbero allo sviluppo dei servizi e al collegamento con la DESP. Il quadro europeo e le successive scelte di attuazione definiranno le modalità concrete, comprese le condizioni per utenti e operatori.
Il progetto ha anche una dimensione competitiva. Un’infrastruttura pubblica paneuropea affiancherebbe circuiti e piattaforme private già utilizzati nei pagamenti, ampliando le alternative e le opportunità per i fornitori tecnologici europei. Per Nexi il contratto apre una prospettiva di ricavi legati alla connettività e ai servizi per gli intermediari. La documentazione di gara indica per l’intero raggruppamento un valore massimo di circa 178 milioni di euro nell’arco di dieci anni.
L’accordo consolida la posizione industriale di Nexi e la sua partecipazione a una rete destinata a collegare gli attori dell’area euro. La definizione delle regole e delle modalità di distribuzione accompagnerà lo sviluppo dei servizi: l’euro digitale potrà offrire nuove opportunità tecnologiche e commerciali.










