Euroconsumers contesta a Disney+ le limitazioni introdotte nel piano Premium e chiede un rimborso di 5 euro al mese per gli abbonati coinvolti. Al centro della disputa, le funzioni ridotte e la risposta attesa della piattaforma, mentre si delineano i possibili passi successivi.

Euroconsumers chiede a Disney+ un indennizzo di almeno 5 euro al mese per gli abbonati italiani al piano Premium che hanno perso alcune funzioni video e di trasmissione. La richiesta è stata formalizzata il 21 ottobre 2026 insieme ad associazioni di altri Paesi europei. Al centro della contestazione c’è il divario tra il prezzo dell’abbonamento più costoso e le prestazioni effettivamente disponibili.

Secondo Euroconsumers, le modifiche prolungate a risoluzione, HDR e condivisione sui televisori hanno ridotto il valore del piano. Le associazioni contestano anche la mancanza di informazioni adeguate sulle funzioni rimosse e di un sistema generale di compensazione per i clienti coinvolti.

Disney+, le funzioni ridotte nel piano Premium

Disney+ presentava il Premium come il piano con la migliore qualità audiovisiva, grazie ai contenuti in 4K Ultra HD, HDR10 e Dolby Vision. Le prime limitazioni contestate sono arrivate tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026: il supporto Dolby Vision è venuto meno in quasi tutti i Paesi europei, Italia compresa.

In un secondo momento sono state segnalate restrizioni anche sulla riproduzione in 4K e HDR. Disney+ ha poi riattivato il 4K su una parte dei dispositivi compatibili con il codec VP9. Il ripristino è avvenuto gradualmente e non ha riportato su tutti i dispositivi l’HDR e il Dolby Vision; la disponibilità delle funzioni varia quindi in base all’apparecchio utilizzato. La contestazione riguarda gli abbonati Premium interessati nei mercati in cui le prestazioni sono state ridotte.

Più di recente sono stati rimossi anche Google Cast e Apple AirPlay 2. Le due funzioni consentivano di inviare senza fili la riproduzione da smartphone o tablet a televisori e dispositivi compatibili. Le restrizioni sono legate a una controversia sui diritti di licenza con InterDigital, titolare di brevetti relativi a tecnologie wireless e video. Il contenzioso tra le società ha inciso sulle funzioni disponibili per gli abbonati.

Perché Euroconsumers chiede 5 euro al mese

Euroconsumers riunisce associazioni nazionali europee impegnate nella tutela dei consumatori. Alla contestazione partecipano, fra le altre, Altroconsumo per l’Italia, Testachats per il Belgio e Deco Proteste per il Portogallo. Il gruppo critica la gestione delle modifiche da parte di Disney e chiede maggiore chiarezza sulle funzioni rimosse e sulle compensazioni accessibili agli utenti.

La richiesta si basa sul rapporto tra le caratteristiche con cui il piano è stato commercializzato e il prezzo pagato. Per le associazioni, quando le prestazioni di un abbonamento vengono ridotte, i clienti devono ricevere informazioni trasparenti. Secondo la contestazione, sconti o possibilità di recesso sono stati concessi soltanto in seguito a richieste individuali: era quindi il cliente a dover prendere l’iniziativa per ottenere un rimedio.

L’indennizzo domandato è di almeno 5 euro per ogni mese coinvolto. Per calcolare la somma, si moltiplicano i 5 euro per i mesi in cui l’abbonato Premium ha subito le limitazioni. Sei mesi, per esempio, corrispondono a 30 euro. Euroconsumers chiede a Disney+ di riconoscere questa compensazione agli abbonati interessati.

La risposta attesa e i possibili passi successivi

Con la diffida, le associazioni chiedono anche a Disney+ un impegno formale per interrompere le condotte contestate e per chiarire quali funzioni siano disponibili e quali compensazioni possano essere richieste. La vertenza sui brevetti con InterDigital riguarda l’origine tecnica delle limitazioni, mentre la contestazione di Euroconsumers investe la gestione del rapporto contrattuale con gli abbonati.

Se Disney+ non accoglierà la diffida, Euroconsumers e le organizzazioni aderenti intendono rivolgersi alla rete europea CPC per la tutela dei consumatori, che coordina le autorità nazionali. Quando ricorrono i presupposti previsti dalle norme applicabili, un accertamento può portare a sanzioni fino al 4% del fatturato annuo.

Per gli abbonati che hanno pagato il Premium durante i periodi interessati, la richiesta punta a trasformare la riduzione delle funzioni in uno sconto concreto sulla bolletta. Il passaggio successivo è la risposta di Disney+ alla diffida e, in caso di mancato accordo, il possibile coinvolgimento della rete CPC.

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