Cile e Bolivia progettano un nuovo collegamento in fibra ottica verso l’oceano: dal memorandum al tracciato, la rotta potrebbe rafforzare la rete sudamericana e incidere su connettività, servizi e accesso a Internet.

Cile e Bolivia hanno firmato a La Paz un memorandum per progettare un corridoio in fibra ottica tra Pacifico e Atlantico, con l’obiettivo di ampliare le rotte digitali del Sud America. La firma è arrivata durante la visita ufficiale del presidente cileno José Antonio Kast al suo omologo boliviano Rodrigo Paz. Al rilancio dei rapporti tra i due Paesi si affianca così la cooperazione tecnologica.

Il memorandum apre una fase di studi e coordinamento. Al centro c’è la possibilità di offrire alla Bolivia un accesso più diretto alle infrastrutture internazionali del Pacifico e di valutare collegamenti verso l’Atlantico. Per Internet sudamericano, il progetto aggiungerebbe un percorso per il traffico dati.

Dal memorandum al tracciato della fibra

L’intesa prevede studi tecnici sui percorsi, sull’evoluzione del traffico e sulle autorizzazioni necessarie. I governi puntano anche a individuare operatori, investitori e possibili finanziamenti multilaterali. Il lavoro servirà a definire dove posare la fibra e come collegarla alle reti esistenti.

Il corridoio attraverserebbe Cile e Bolivia e si collegherebbe ai cavi sottomarini del Pacifico. Tra questi figura il progetto Humboldt, pensato per connettere il Sud America con Asia e Oceania. Il memorandum prevede inoltre di valutare collegamenti verso l’Atlantico. La fibra terrestre metterebbe in comunicazione le reti nazionali con gli approdi internazionali, avvicinando la Bolivia ai punti di accesso ai cavi.

Tracciato, capacità e finanziamento rientrano nella fase di progettazione, insieme alle autorizzazioni e alla scelta degli operatori coinvolti. Sono i passaggi necessari per dare forma all’infrastruttura.

Una rotta in più per la rete sudamericana

Il beneficio atteso riguarda soprattutto la diversificazione dei percorsi. Quando il traffico passa da poche dorsali, guasti, manutenzioni o congestioni possono compromettere la continuità dei collegamenti. Un corridoio aggiuntivo darebbe una via alternativa e rafforzerebbe la ridondanza: i dati potrebbero viaggiare lungo percorsi differenti.

La latenza, cioè il tempo impiegato dai dati per spostarsi tra due punti, dipende dalla distanza, dal percorso effettivo, dalla capacità disponibile e dagli accordi di instradamento tra operatori. Una nuova tratta può rendere più efficienti alcuni collegamenti regionali, in base alla sua integrazione con le reti e con i cavi internazionali. Anche la prestazione percepita dagli utenti dipende da questa integrazione.

Per le imprese e i servizi digitali, una rete meglio interconnessa allargherebbe le possibilità di trasportare dati tra Paesi e verso i mercati globali. Integrato con più approdi e operatori, il corridoio contribuirebbe alla resilienza delle comunicazioni sudamericane e alla continuità dei collegamenti.

Cosa può cambiare per utenti e servizi

Cloud, piattaforme video e servizi con infrastrutture o contenuti in Sud America potrebbero beneficiare indirettamente di collegamenti internazionali più diversificati. Per chi naviga in Italia, la velocità dipende anche dal provider, dai punti di interscambio e dalla rete che porta il servizio fino all’utente.

La visita di Kast a La Paz ha portato intese anche su energia, sicurezza e cooperazione mineraria. I due Paesi hanno compiuto passi verso l’interconnessione elettrica e la modernizzazione dell’accordo commerciale bilaterale. Il corridoio digitale si inserisce in questo riavvicinamento e ha una funzione precisa: collegare infrastrutture di telecomunicazione attraverso Cile e Bolivia.

Una volta realizzata e collegata alle reti internazionali, l’opera aggiungerà una direttrice terrestre tra Pacifico e Atlantico e più opzioni per instradare i dati. Per il continente, il progetto punta a ridurre la dipendenza dalle dorsali storiche, aumentando le possibilità di mantenere attivi i collegamenti e distribuire il traffico.

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