Il passaggio della rete Tim a FiberCop finisce sotto la lente dell’Ue, che contesta alcuni accordi all’ingrosso. Kkr respinge le obiezioni: in gioco, gli equilibri della concorrenza nel settore delle telecomunicazioni.

Il 20 ottobre 2026 la Commissione europea ha notificato a Kkr una contestazione preliminare. Secondo Bruxelles, durante l’esame dell’acquisizione della rete fissa di Tim il fondo avrebbe fornito informazioni inesatte o fuorvianti sulle condizioni di accesso all’ingrosso. Kkr respinge l’addebito e sostiene che i dati comunicati nel 2024 fossero corretti. L’autorizzazione alla cessione resta valida.

Come la rete Tim è passata a FiberCop

Il progetto di acquisizione del controllo esclusivo di NetCo, la società che riuniva le attività di rete fissa di Telecom Italia, è stato notificato da Kkr a Bruxelles il 19 aprile 2024. La rete primaria collegava le centrali telefoniche agli armadi stradali; la secondaria, già gestita da FiberCop, portava il collegamento dagli armadi ai locali degli utenti.

Prima dell’operazione, FiberCop era una joint venture tra Tim e Kkr. Con l’acquisizione, la rete primaria e quella secondaria sono confluite sotto FiberCop, passata sotto il controllo esclusivo del fondo. Il valore della transazione è stato indicato in 22 miliardi di euro nelle ricostruzioni dell’operazione. Il 30 maggio 2024 la Commissione europea ha autorizzato l’acquisizione senza condizioni.

Nel corso dell’istruttoria, Bruxelles aveva esaminato gli effetti della concentrazione sulla banda larga all’ingrosso: i servizi che consentono agli operatori di usare la rete FiberCop per offrire connessioni Internet ai propri clienti. Le condizioni economiche e contrattuali possono incidere sulla concorrenza fra fornitori e, indirettamente, sulle tariffe e sulle scelte degli utenti.

Le contestazioni Ue sugli accordi all’ingrosso

Durante l’esame alcuni operatori avevano segnalato il rischio che FiberCop limitasse l’accesso alle infrastrutture passive. Kkr aveva replicato che gli accordi di lungo periodo già sottoscritti sarebbero rimasti in vigore. Le condizioni, aveva aggiunto, non avrebbero potuto essere modificate unilateralmente dalla società: sarebbe servito il consenso delle parti. Anche su queste rassicurazioni la Commissione ha fondato il via libera del 2024.

In seguito alle denunce di operatori terzi, il 24 luglio 2025 la Commissione ha aperto un’indagine formale. I concorrenti sostengono che, dopo l’acquisizione, FiberCop abbia aumentato unilateralmente i prezzi stabiliti dai contratti di accesso alla rete. Nella contestazione, Bruxelles ritiene in via preliminare che Kkr abbia descritto in modo inesatto o fuorviante i termini degli accordi, inclusa la possibilità di mantenerli alle condizioni esistenti senza un’intesa con gli operatori.

La Commissione attribuisce preliminarmente la condotta almeno a negligenza. Kkr può esaminare i documenti, inviare una risposta scritta e chiedere un’audizione per esporre le proprie ragioni. Il regolamento europeo sulle concentrazioni prevede, in caso di infrazione accertata, una sanzione fino all’1% del fatturato mondiale annuo dell’impresa. La normativa contempla anche la revoca dell’autorizzazione ottenuta sulla base di informazioni inesatte. Per ora, il via libera già concesso resta in vigore.

La replica di Kkr e gli effetti sul settore

Un portavoce ha dichiarato che Kkr è «in netto disaccordo» con la valutazione preliminare e ha ribadito la correttezza delle informazioni trasmesse nel 2024. Il fondo intende contestare gli addebiti nella propria risposta e proseguire il confronto con la Commissione. Ha inoltre sottolineato che l’autorizzazione all’operazione resta valida.

La procedura porta l’attenzione sul legame tra le garanzie presentate durante una fusione e la loro applicazione nei contratti di accesso alla rete. Per i concorrenti, FiberCop è un’infrastruttura essenziale per raggiungere i clienti; per l’autorità, le condizioni di accesso possono influire sulla concorrenza nei servizi Internet. L’esito potrà incidere sulla valutazione delle regole commerciali e degli impegni comunicati nel dossier. Intanto, il trasferimento della rete a FiberCop e il controllo di Kkr rimangono autorizzati.

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