Le auto cinesi a guida autonoma passano dai test su strada alla vendita in Francia, tra autorizzazioni e sfida tecnologica. Un debutto che accende i riflettori anche sull’Italia e sulle sue prospettive.
Al Salone dell’Auto di Parigi 2026, Xpeng ha proposto di sperimentare sulle strade della capitale francese la propria tecnologia di guida autonoma e punta a portare in Europa vetture equipaggiate dal 2027. Durante una prova parigina della L03, l’auto ha affrontato per circa mezz’ora traffico, semafori e curve senza che il guidatore azionasse pedali o volante. A bordo, però, il conducente è rimasto pronto a riprendere il controllo.
Dalla prova su strada alla vendita
La dimostrazione riguarda una funzione avanzata di assistenza alla guida. In base alla normativa europea, il conducente resta responsabile e deve poter intervenire: un requisito che accompagna la sperimentazione e il percorso verso la vendita. Per Xpeng, l’ingresso annunciato in Europa passa quindi dalla localizzazione dei sistemi e dalle approvazioni necessarie, oltre che dalla commercializzazione dei veicoli.
Alla base della tecnologia ci sono i chip proprietari Turing AI e il modello VLA 2.0, una rete neurale multimodale capace di interpretare ciò che vede e pianificare le manovre. Nel corso della prova la L03 ha riconosciuto semafori e pedoni, mantenuto la corsia in presenza di cantieri e rispettato i limiti urbani. Gli aggiornamenti software OTA, trasmessi a distanza, sono indicati da Xpeng come uno strumento per distribuire progressivamente le funzioni, nel rispetto delle regole vigenti nei singoli Paesi. Il lavoro di adattamento è già in corso a Monaco, nel centro di ricerca europeo dell’azienda: qui il sistema viene adeguato a precedenze, rotatorie e abitudini locali.
Autorizzazioni e concorrenza tecnologica
Il fondatore di Xpeng ha dichiarato che l’azienda lavora da quasi dieci anni alla guida autonoma, integrando intelligenza artificiale e processori sviluppati internamente. Per portare queste funzioni sulle strade europee occorrono verifiche di sicurezza e licenze. Le prestazioni tecnologiche devono dunque accompagnarsi ai permessi previsti.
La guida mostrata si colloca al di sotto del livello 5, quello che consentirebbe di viaggiare senza necessità d’intervento a bordo. Per arrivarci in Europa serviranno ancora anni e un quadro normativo coordinato. A Parigi Tesla ha esposto la Cybercab, concepita come robotaxi senza volante; Xpeng ha invece presentato una vettura con supervisione umana e prospetta di integrare queste funzioni nei propri modelli.
La competizione coinvolge anche le case europee, impegnate sul fronte dei veicoli elettrici e del software. Intanto, al salone è aumentata la presenza cinese: nel 2026 hanno partecipato circa 20 marchi cinesi, il doppio rispetto all’edizione 2024. Tra i modelli esposti c’erano SUV elettrificati di Chery e il G9L elettrico di Xpeng.
Il banco di prova per l’Italia
La Francia può diventare per Xpeng un primo terreno di verifica del comportamento nel traffico europeo di una tecnologia sviluppata in Cina. Per replicare il percorso in Italia occorrerebbero l’adeguamento del software alla segnaletica e alle regole locali, le autorizzazioni per le funzioni abilitate e una presenza in grado di gestire assistenza e aggiornamenti. Un eventuale servizio robotaxi richiederebbe permessi specifici e responsabilità definite.
Per i costruttori europei la pressione riguarda la capacità di integrare algoritmi, dati stradali e aggiornamenti con rapidità, oltre alle prestazioni dei chip. Le alleanze locali possono accelerare questa transizione. Anche la competizione su prezzi e batterie sta spingendo l’industria a innovare. L’annuncio francese indica per il 2027 una prospettiva di commercializzazione della tecnologia di Xpeng; il percorso verso l’Italia dipenderà dall’adattamento dei sistemi e dalle autorizzazioni europee e nazionali.










