L’auto volante di Tesla alimenta ambizioni e interrogativi: tra regole FAA ancora da superare e ricavi da modello di nicchia, il progetto potrebbe avere conseguenze anche per chi investe dall’Italia.
Tesla ha presentato in Texas il nuovo Roadster con una dimostrazione in cui la versione Rocket ha effettuato un breve salto, riaccendendo la promessa di un’auto capace di volare. La scena, ripresa da Euronews, mostra una sportiva in azione.
Elon Musk ha collegato la versione Rocket a propulsori a gas freddo sviluppati con tecnologia SpaceX. Tesla indica il 2028 come orizzonte per l’avvio della produzione. Le prenotazioni sono aperte; la variante Rocket è proposta su invito. Il Roadster era stato presentato nel 2017, con l’obiettivo iniziale di avviare le consegne nel 2020. La nuova scadenza arriva dunque dopo un’attesa di diversi anni.
Le regole per un eventuale volo
La categoria regolatoria dipende dal progetto del veicolo e dall’uso previsto. La FAA, l’autorità statunitense per l’aviazione civile, ha definito regole per i velivoli powered-lift, che combinano caratteristiche di elicotteri e aeroplani. Il quadro, completato nell’ottobre 2024, stabilisce requisiti operativi e di formazione per i piloti.
Per autorizzare un volo servirebbero una valutazione del progetto, prove di sicurezza e un percorso di certificazione dell’aeromobile coerente con la sua configurazione. A questi passaggi si affiancano le qualifiche dei piloti, le autorizzazioni operative e le regole per decollo, atterraggio e gestione del traffico. La FAA prevede che le prime attività di mobilità aerea utilizzino, dove possibile, infrastrutture già esistenti, come eliporti e servizi di controllo. Con l’aumento dei voli possono entrare in gioco corridoi e procedure di coordinamento. La gestione dello spazio aereo definisce quindi luoghi, orari e limiti delle operazioni.
In Europa la valutazione spetterebbe all’EASA, l’Agenzia dell’Unione europea per la sicurezza aerea. L’agenzia ha chiarito che l’inquadramento dipende da design, capacità e uso previsto e che i veicoli destinati a operare come aeromobili devono rispettare i requisiti di sicurezza applicabili. Certificazione e accesso operativo seguono un iter distinto dalla produzione dell’auto.
Ricavi: un modello di nicchia
Il Roadster può trovare acquirenti come sportiva di lusso e rafforzare l’immagine tecnologica di Tesla. Gli analisti citati da Euronews leggono la presentazione soprattutto come un’operazione di visibilità. Mamta Valechha, di Quilter Cheviot, ne ha sottolineato il valore per la narrativa d’innovazione; Rico Luman, di ING, ha giudicato poco realistico un volo su larga scala nel prossimo futuro. Gene Munster, di Deepwater Asset Management, ha descritto la dimostrazione come un risultato ingegneristico con un valore commerciale diretto limitato.
Anche i conti societari aiutano a inquadrare il progetto. Nel secondo trimestre 2026 Tesla ha registrato ricavi per 28,24 miliardi di dollari, in crescita del 26% su base annua, e un utile netto attribuibile agli azionisti di 1,11 miliardi, in calo di circa il 5%. Nei primi sei mesi dell’anno gli investimenti di capitale hanno superato 8,28 miliardi di dollari. Per l’intero 2026 la società prevede di superare i 25 miliardi, destinandoli soprattutto a intelligenza artificiale, infrastrutture, produzione e ricerca.
Le valutazioni di Wall Street citate da Euronews e Axios considerano il Roadster soprattutto un modello-vetrina. Garrett Nelson di CFRA e Dan Ives di Wedbush hanno descritto il lancio come un possibile stimolo all’interesse per il marchio e fra i clienti. Musk aveva già ridimensionato il peso del Roadster sui ricavi. Nelle aspettative degli investitori su Tesla contano soprattutto la guida autonoma, la robotica Optimus e le prospettive delle attività software. L’ipotesi di una fusione con SpaceX resta speculativa.
Secondo Euronews, il titolo Tesla ha chiuso giovedì 15 ottobre 2026 sopra i 362 dollari, contro i 438 dollari di inizio anno. Il suo andamento si colloca in un quadro più ampio, legato anche alle attese degli investitori sulle altre attività e sui progetti dell’azienda.
Cosa cambia per chi investe dall’Italia
Chi compra direttamente azioni Tesla è esposto all’andamento del titolo e al cambio fra dollaro ed euro. Un rialzo in dollari può quindi produrre un risultato diverso una volta convertito in euro. Chi investe attraverso un ETF diversificato riceve invece un’esposizione proporzionale al peso di Tesla nell’indice replicato. Un fondo concentrato su tecnologia o auto può amplificare l’effetto rispetto a un indice più ampio.
La vendita del Roadster come veicolo stradale può seguire il proprio percorso, mentre per il volo è previsto un iter di certificazione aeronautica. Tra i passaggi rientrano prove tecniche ripetibili, l’approvazione della FAA o dell’EASA, le qualifiche per chi pilota e le autorizzazioni che regolano l’accesso allo spazio aereo. Per Tesla, il peso economico del progetto dipenderà dalle vendite e dai margini; la valutazione in Borsa riflette anche le prospettive delle attività software, della guida autonoma e della robotica.










