PagoPA accelera i pagamenti verso i Comuni e aumentano volumi e importi riscossi, con effetti sulle risorse per i servizi locali. La piattaforma semplifica i versamenti, ma la transizione digitale richiede anche nuovi processi.

Uno studio della Ragioneria Generale dello Stato e di PagoPA stima che, nel quadriennio 2021-2024, la piattaforma abbia contribuito a generare tra 243 e 469 milioni di euro di maggiori incassi per i Comuni. La stima considera Tari, sanzioni stradali e rette di mense e asili nido: somme già dovute, che con i pagamenti digitali sono state riscosse più facilmente. Il dato mette in relazione la diffusione di questi strumenti con i flussi di cassa locali, pur senza descrivere allo stesso modo la situazione di ogni Comune.

Incassi comunali, l’effetto sui servizi

L’analisi, basata su dati del periodo 2019-2024, parte da una difficoltà che riguarda la riscossione degli enti locali. Nel 2024 i Comuni e gli altri enti locali hanno accertato circa 36,5 miliardi di euro di entrate tributarie; gli incassi riferiti allo stesso esercizio sono stati pari a 27,3 miliardi. Per la Tari, il divario è ancora più evidente: 11,5 miliardi di accertamenti a fronte di 6,9 miliardi riscossi. Lo scarto mette a confronto le somme contabilizzate come dovute e quelle effettivamente entrate nelle casse degli enti.

Considerando le tre categorie analizzate, lo studio attribuisce a PagoPA un aumento medio del tasso di riscossione pari a 0,9 punti percentuali per la Tari, 2,4 punti per le multe stradali e 3,3 punti per mense scolastiche e asili nido. Il tasso indica quale quota degli importi accertati viene incassata durante l’esercizio. Per l’intero periodo 2021-2024, le stime complessive si collocano tra 243 e 469 milioni di euro, con risultati diversi a seconda del metodo di calcolo adottato.

Una prima stima, più prudente, considera gli effetti statisticamente significativi rilevati nei singoli anni: circa 87 milioni di euro di maggiori riscossioni per la Tari, 79 milioni per le sanzioni stradali e 77 milioni per mense e asili. Il calcolo più ampio, invece, applica l’effetto medio osservato agli accertamenti effettuati dopo l’introduzione del sistema. In entrambi i casi, le cifre riguardano le tre voci esaminate.

PagoPA semplifica il versamento

PagoPA è la piattaforma nazionale attraverso cui si possono pagare somme dovute alla pubblica amministrazione usando canali digitali e intermediari aderenti. Per un Comune, questo può tradursi nella gestione di tributi come la Tari, delle multe e delle tariffe scolastiche. Chi paga può consultare l’avviso e concludere l’operazione senza inserire manualmente coordinate o compilare bollettini distinti. Il collegamento tra il versamento e la posizione dell’utente agevola anche la registrazione dei pagamenti e i controlli degli uffici.

Le modalità cambiano in base al tipo di entrata. Imu e addizionale comunale Irpef, entrambe componenti rilevanti delle entrate tributarie, seguono in larga misura procedure diverse: l’Imu si paga tramite F24, mentre l’addizionale viene trattenuta direttamente in busta paga. Anche per le entrate extra-tributarie procedure e tempi non sono gli stessi. L’effetto di PagoPA risulta più evidente nei servizi con pagamenti ricorrenti e standardizzati, come la mensa e il nido.

Il momento in cui si osserva il miglioramento varia da una voce all’altra. Per i servizi scolastici emerge già nell’anno in cui viene introdotta la piattaforma; per le multe stradali diventa evidente dopo un anno, mentre per la Tari occorrono due anni. A quel punto, l’aumento rilevato per la tassa sui rifiuti è di 1,5 punti percentuali. Per le sanzioni stradali, dopo un anno, la crescita è di 3,7 punti. Imposta di soggiorno e sanzioni diverse da quelle stradali, invece, non mostrano un effetto medio statisticamente significativo.

La digitalizzazione richiede nuovi processi

Per rendere più efficiente la gestione finanziaria, l’introduzione dei pagamenti digitali deve accompagnarsi a un aggiornamento del lavoro degli uffici. L’automazione facilita l’abbinamento di un incasso alla posizione corretta; occorre però intervenire anche sulle procedure con cui si formano i debiti, si emettono gli avvisi e si inviano i solleciti. Servono quindi competenze adeguate e un’organizzazione in grado di gestire i nuovi passaggi, oltre all’assistenza, soprattutto negli enti con strutture amministrative meno attrezzate. I finanziamenti del Pnrr hanno sostenuto l’integrazione tecnica.

Tra gli sviluppi presi in esame c’è l’integrazione con Send, il servizio di notifiche digitali, e con l’app Io, entrambi gestiti da PagoPA. L’obiettivo è rendere più diretto il percorso dall’avviso al pagamento e semplificare la gestione dei versamenti quotidiani. Per chi deve pagare una tassa comunale o una retta, importi e modalità di saldo diventano più accessibili; per gli enti, il sistema può rendere più tempestiva la riscossione delle entrate per cui sono stati misurati risultati.

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