Cambia il mondo dell’informazione e più in generale quello del web e protagonisti della rivoluzione sono Google e il suo motore di ricerca insieme a Facebook, la più popolare tra le piattaforme di social networking. Nel caso del sito blu, il cambiamento prende le mosse dalla premesse che se sempre più persone leggono le notizie su Facebook, allora scatta la responsabilità di proporre una informazione adeguata. Tuttavia, è il ragionamento del numero uno Mark Zuckerberg, è evidente come le nuove tecnologie possano rendere più difficile per gli editori finanziare il lavoro dei giornalisti. Da qui l’avvio di test su nuove modalità per aiutare i giornali ad aumentare gli abbonamenti o comunque a proporre articoli a pagamento.

Su un aspetto Zuckerberg intende mettere le cose in chiaro: Facebook non incasserà percentuali dalle transazioni. Il prossimo passo è aiutare le persone a vedere la provenienza delle notizie pubblicate su Facebook. In buona sostanza apparirà il logo della testata vicino l’articolo così da assicurare fiducia e autorevolezza.

Google: test per fare pagare gli articoli dei giornali

Anche Google farà la sua parte nel rendere disponibili agli editori strumenti per incentivare e facilitare il pagamento dei loro contenuti online. Secondo Bloomberg, la società madre del motore di ricerca, Alphabet, sta sviluppando funzioni ad hoc collaborando con il New York Times e il Financial Times. Si tratta del secondo annuncio on poche settimane, dopo che già Facebook aveva ammesso di voler includere simili strumenti nel proprio Instant Articles. Il lavoro di Google dia slancio alla sua funzione first click free che invita i giornali a pagamento a offrire gratis articoli a cui si arriva attraverso la ricerca. Dall’altra studia strumenti con cui gli editori possano farsi pagare i contenuti, ma prima ancora con cui possano individuale gli utenti disposti a pagare e anche quanto.

Secondo Richard Gingras, vicepresidente per le news di Google, si tratta di dare un aiuto sulla strategia di offerta da seguire che non potrà essere uguale per tutti. A suo dire, è chiaro dagli editori che non possono vivere sulla pubblicità da sola. Ma anche che stanno vedendo un cambiamento nel mercato. La competizione di Google con Facebook potrebbe insomma portare buoni frutti agli editori. Per il social network è essenziale mantenere buoni rapporti con gli pubblica i giornali e assicurarsi comunque contenuti di qualità. Per il motore di ricerca è in fondo la stessa cosa, anche perché Google deve riportare la centralità del suo servizio in un momento in cui Facebook è la porta di accesso a Internet degli utenti, soprattutto sul cellulare.

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