La notizia è ufficiale ed è stata annunciata in Italia dagli stessi gestori del sito blu: Facebook diventerà il primo social network a pagamento. Non tutto, intendiamoci. L’interazione con gli amici, la pubblicazione di contenuti, la condivisione di foto e pensiero e lo scambio di messaggi resterà immutato. A cambiare sarà la lettura delle notizie. Quelle saranno a pagamento, Facebook ha infatti raggiunto un accordo con 10 partner editoriali mondiali e la novità coinvolgerà anche gli utenti italiani. I test su formule e modalità di abbonamenti alle notizie partiranno già entro quest’anno con l’intenzione di implementare la modifica nell’arco di poche settimane. Due i modelli di pagamento:

  • paywall con cui leggere gratis solo un certo numero di articoli prima della necessità di sottoscrivere un abbonamento (sulla falsariga di corriere.it)
  • freemium con cui sono gli editori a decidere quali contenuti offrire gratis su Facebook e quali a pagamento
  • Twitter: da 140 a 280 caratteri

    Arriva la rivoluzione in casa Twitter dopo anni di annunci. Il celebre social ha deciso di modificare il limite dei 140 caratteri, passando esattamente al doppio, 280. Al momento si tratta di una fase di test che coinvolge un numero limitato di utenti. La novità non interesserà i tweet in lingua cinese, giapponese e coreano perché, spiegano da San Francisco, con l’utilizzo degli ideogrammi i messaggi postati sul social già contenevano circa il doppio delle informazioni rispetto a quelli scritti con caratteri alfanumerici. Il limite dei 140 caratteri era nato quando i telefoni avevano schermi molto piccoli per rendere Twitter accessibile a un maggior numero di persone.

    Nuovo Google Shopping e tassa su Internet più vicina

    Proprio oggi ala via a Tallinn il summit europeo sull’innovazione digitale con al centro anche il tema della cosiddetta tassa su Internet, a cui saranno chiamati anche Google, Amazon, Apple e Facebook. La priorità dichiarata è trovare soluzioni per la tassazione dell’economia digitale. L’Estonia ha ringraziato Italia, Francia, Germania e Spagna per il recente documento congiunto che ha rilanciato la questione alla vigilia del summit dando un ulteriore impulso al confronto. L’Estonia punta a una soluzione globale, ma è preparata a considerare anche rapide soluzioni temporanee se necessario. Il lavoro procede a piena velocità perché – è il ragionamento – la responsabilità della situazione attuale non è solo dei big digitali ma di una tassazione non più al passo con i tempi. Ed è per questo che, si sottolinea a Bruxelles, già a dicembre sono attese decisioni su soluzioni concrete.

    Per mettersi in regola con le richieste dell’antitrust europeo, a partire da oggi Google Shopping cambia faccia in Europa: l’obiettivo è trattare equamente tutti i suoi competitor. «Sta a Google dimostrare» che riesce a mettere in campo una serie di rimedi «all’altezza delle decisioni» della Unione europea. «I nostri esperti monitorano»: così la commissaria Margrethe Vestager.

    Come giudichi l'articolo?
    [Totale: 0 Media: 0]

    LASCIA UN COMMENTO

    Inserisci il commento!
    Il tuo nome