Sì ai permessi monetizzati. Lo stabilisce il contratto nazionale, secondo cui occorre fare una distinzione netta e precisa tra ferie e permessi. Più precisamente, alle ferie non si può rinunciare mentre i permessi possono essere appunto monetizzati ovvero il dipendente può dire no grazie in cambio di una indennità sostitutiva da parte del datore di lavoro. Se il contratto nazionale stabilisce quanti giorni sono riconosciuti durante l’anno e l’arco di tempo entro cui usufruirne, la situazione aggiornata ovvero le ore e i giorni maturati mese per mese sono indicati in busta paga. Ed è utile ricordare come il medesimo trattamento sia riservato alle ex festività.

Si tratta di quei giorni che fanno riferimento alle festività soppresse, come Unità Nazionale Ascensione, Santi Pietro e Paolo, San Giuseppe, Corpus Domini e, nelle quali al lavoratore è riconosciuto un permesso retribuito di cui usufruire in caso di necessità. Può quindi decidere se rinunciare a questi permessi per farseli pagare alla fine dell’anno di maturazione.

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