Da una parte ci sono i continui attacchi informatici, destinati a rappresentare una costante anche nei prossimi mesi. Dall’altra c’è l’instabilità del sistema economico-finanziario che ha spinto i clienti italiani ad alzare la soglia di attenzione nella scelta delle banche più sicure. Ma se in relazione alle banche a rischio fallimento sono numerose le componenti da tendere in considerazione, sul profilo della sicurezza si registra un aumento delle risorse investite dagli istituti di credito. La quasi totalità delle banche italiane (il 92%) ha aumentato o confermato le spese destinate all’Ict (Information and communication technology) rispetto all’anno precedente.

Più spese in innovazione e sicurezza

Il dato emerge dall’ultimo rapporto sullo scenario e trend del mercato Ict per il settore bancario, formulato da Abi Lab, il Centro di ricerca e innovazione per la banca promosso dall’Abi (Associazione bancaria italiana). Secondo lo studio, ai primi tre posti della top ten delle priorità d’investimento Ict del settore per il 2017 troviamo

  • le iniziative di pagamento mobile e digitale (segnalate dal 70% delle banche)
  • la dematerializzazione di processi e documenti (70%)
  • i progetti di potenziamento delle infrastrutture tecnologiche (67%)
  • la gestione del rischio cyber (63%)
  • l’ulteriore integrazione dei canali (56%)
  • le iniziative di Data Governance e Data Quality (52%)
  • il potenziamento di Internet e mobile banking con particolare attenzione agli aspetti di sicurezza (48%)
  • l’automazione dei processi (41%)
  • Anche sul versante della ricerca e dello sviluppo, i progetti considerati prioritari dalle banche riguardano anzitutto le nuove forme di assistenza e interazione con il cliente (59%), la gestione e la mitigazione del rischio cyber (52%), l’integrazione fra canali (52%), mobile e digital payments (52%) e la modernizzazione delle infrastrutture tecnologiche, anche in ottica di cloud computing (44%) e blockchain (41%). Con lo sviluppo dell’economia digitale aumenta anche l’impegno del mondo bancario nella lotta ai crimini informatici attraverso procedure sempre più innovative in grado di rilevare e bloccare tempestivamente operazioni e comportamenti che potrebbero rivelarsi tentativi di frode dei criminali cybernetici.

    Stando a quanto si legge nel report, ogni anno le banche italiane spendono oltre 250 milioni di euro per la sicurezza informatica. I clienti vittime di frode sarebbero solo lo 0,002% del totale di quelli che operano su home banking, pari a uno su 50mila e il 95% degli importi associati alle transazioni anomale è stato bloccato con tempestività.

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