No, proprio non ci siamo con il livello di digitalizzazione delle startup in Italia. Metà dei loro siti web (qualcosa in più, in realtà) non funziona. Chi ce l’ha, però, può ritenersi soddisfatto perché è responsive ovvero ottimizzato per la visione sui display ridotti di smartphone e tablet. Ma va un meno bene sul fronte dei contenuti, poche volte ottimizzate in una logica Seo. Esemplare è la non adeguatezza del Title e della Meta description sull’homepage dei siti delle startup innovative, essendo questi gli elementi che appaiono all’interno della pagina di ricerca. I dati sono stati raccolti da Instilla, agenzia specializzata in conversion marketing e un laboratorio di tecnologie, tengono conto anche delle startup supportate da facilitatori ovvero investitori, incubatori, acceleratori. Se in questa era digitale è necessario che ogni impresa sia presente online, soprattutto se si tratta di un’impresa innovativa, la realtà in Italia è ben differente.

L’analisi dei siti web: i siti funzionanti

Stando allora alla ricerca, sul totale delle 7.568 imprese iscritte nel registro a luglio 2017, solo 3.760 (il 49,7% del totale) mostrano un sito web funzionante. Di più: la percentuale di siti web non funzionanti cresca al diminuire degli anni di attività della startup. Tra quelle che hanno iniziato l’attività lo scrorso anno, 427 su 1030 (il 41,4%) risultano avere un sito non funzionante. Ma cosa si intende con questa definizione? Sito web non accessibile o sito vetrina ovvero presenta solo i dati aziendali e quindi non ha alcun tipo di indicizzazione su Google. E poi ci sono quelli con dominio scaduto o in vendita. In ogni caso, le startup che hanno cominciato l’attività più recentemente danno maggior attenzione a tematiche attuali come la responsiveness.

Classifiche per regione e settore

Sebbene ci siano stati molti cambiamenti a livello di classifica, si può notare come in tutti i casi l’indice di digitalizzazione sia aumentato, eccezion fatta per un leggero calo in Umbria, in Abruzzo e in Calabria. In generale si è verificato un incremento nel grado di digitalizzazione delle startup della Penisola.

  • Molise 30.8% di startup che superano livello base sito 2017
  • Trentino-Alto Adige 18.7%
  • Emilia Romagna 17.1%
  • Liguria 15.7%
  • Friuli Venezia Giulia 14.5%
  • Lombardia 13.9%
  • Piemonte 12.6%
  • Umbria 12.5%
  • Sicilia 12.5%
  • Sardegna 12.4%
  • Toscana 12.5%
  • Campania 12.2%
  • Veneto 11.7%
  • Puglia 11.6%
  • Marche 10.0%
  • Basilicata 9.3%
  • Lazio 9.2%
  • Abruzzo 8.5%
  • Calabria 7.3%
  • Valle d’Aosta 0%

Come fa notare Instilla, le startup del settore servizi e del settore primario hanno un indice di digitalizzazione, inteso come percentuale di startup che superano il livello base del sito, superiore alla media nazionale del 12,4%. L’ultimo settore per digitalizzazione è quello del turismo:

  • Servizi 12.7% startup che superano livello base sito
  • Industria/Artigianato 11.8%
  • Commercio 10.2%
  • Turismo 8.6%
  • Agricoltura/Pesca 15.2%
  • Non Dichiarato 19.2%

In buona sostanza, lo studio evidenzia come l’etichetta di startup non sia una garanzia dell’alto livello di digitalizzazione di un’impresa.

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