Gli ultimi dubbi sono ormai sciolti e si va verso la riapertura dei termini della definizione agevolata dei debiti col fisco. La nuova stagione della rottamazione delle cartelle dovrebbe interessare sia chi è stato escluso dalla prima edizione per errori formali o perché non in regola con il proprio piano di rate, sia le cartelle della prima parte del 2017, probabilmente fino a giugno-luglio. La novità è rappresentata dalla possibilità di rivedere il calendario delle rate. Ma non si tratta dell’unica novità su cui l’esecutivo sta lavorando in ambito fiscale in vista della manovra da presentare a giorni al parlamento e su cui accendere il semaforo verde entro la fine dell’anno.

Come cambia lo Spessimetro

Lo Spesometro, vera e propria croce e delizia di questo 2017 (più croce che delizia), è destinato a cambiare aspetto. Mentre i tecnici del Ministero dell’Economia sono impegnati nella stesura del decreto sulle sanzioni per chi adempie a questo obbligo fiscale dopo il 16 ottobre 2017, giorno, di scadenza, un secondo tavolo di lavoro è impegnato nella revisione di questo strumento. La stella polare seguita è quella dell’alleggerimento: meno informazioni da inserire e fatture aggregate. E per il prossimo anno è allo studio un ritorno allo Spesometro annuale. L’estensione dell’obbligo di fatturazione elettronica anche tra privati, portata principale della lotta all’evasione fiscale, potrebbe finire nella manovra.

Industria 4.0: nuovi ammortamenti

Si va verso la conferma dell’attuale aliquota del 250% dell’iperammortamento. La proroga riguarderà gli acquisti effettuati fino al 31 dicembre 2018, con una coda fino al 30 settembre 2019 per la successiva consegna, a patto di aver versato almeno il 20% di acconto. Il superammortamento, l’incentivo fiscale per l’acquisto di beni strumentali tradizionali, sarà utilizzabile anche nel 2018 per il terzo anno di applicazione, ma quasi sicuramente con un’aliquota inferiore: dal 140% si passerà al 130%. Verso un credito d’imposta per la formazione collegata a Industria 4.0 nella misura del 50%. Il beneficio fiscale sarebbe collegato ad accordi sindacali di secondo livello.

La richiesta di rifinanziamento per 900 milioni del fondo di garanzia potrebbe essere parzialmente accolta, nella misura di 350 milioni di dote incrementale per il 2017 e 200 milioni per il 2018. La dote dovrebbe essere inserita nel decreto fiscale collegato alla manovra. Si continua a lavorare infine a un riordino dei fondi per il venture capital. Circa 100 milioni, assorbendo risorse della misura Smart & Start di Invitalia, potrebbero andare a prestiti agevolati per chi investe capitale privato nelle imprese innovative. Ulteriori 150 milioni del pacchetto industria dovrebbero essere destinati al rifinanziamento del piano straordinario per il made in Italy, in aggiunta a 50 milioni di risorse ordinarie già previste.

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