Una prima disposizione è chiara: se sull’estratto del conto corrente risulta un versamento in contanti di 4.000 euro, il professionista non è tenuto ad alcuna comunicazione in quanto è intervenuto un intermediario finanziario, ma purché non sia un’operazione ripetuta più volte. Ma non si tratta dell’unica su regole, assegni, contanti e limiti.

Ma per capire meglio, proviamo a fare tre esempi per capire cosa cambia su assegni e contanti. Primo: se sull’estratto del conto corrente risulta un versamento in contanti di 4.000 euro, il professionista non è tenuto ad alcuna comunicazione in quanto è intervenuto un intermediario finanziario, ma purché non sia un’operazione ripetuta più volte. Secondo: se una fattura di 5.000 euro viene saldata in contanti data fattura, vengono violate le regole. Terzo: se un privato deve corrispondere 5.000 euro alla colf e vuole pagare in contanti, vengono violate le regole.

Per quanto riguarda assegni bancari, postali e circolari, il saldo dei libretti di deposito bancari o postali al portatore non può essere pari o superiore a 1.000 euro. Gli assegni bancari e postali emessi per importi pari o superiori a 1.000 euro devono recare l’indicazione del nome o della ragione sociale del beneficiario e la clausola di non trasferibilità; è vietato il trasferimento di denaro contante o di libretti di deposito bancari o postali al portatore o di titoli al portatore in euro o in valuta estera, effettuato a qualsiasi titolo tra soggetti diversi, quando il valore oggetto di trasferimento, è complessivamente pari o superiore a 3.000 euro.

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