C’è un allarme forte e chiaro che arriva da Ibc, l’associazione delle 30.000 industrie che producono beni di consumo, alimentari e non. E parte da un presupposto ben precisa: l’Italia è ancora senza governo, ma le regole di bilancio sono già state definite e sono evidentemente da rispettare. Anche e soprattutto quelle sull’Iva, il cui spettro dell’aumento è sempre più ingombrante. Non è infatti una novità dell’ultim’ora che senza un intervento di politica economica organico e coerente con una politica di bilancio di contenimento della spesa, a gennaio del prossimo anno scatteranno gli aumenti dell’Iva previsti dalle clausole di salvaguardia sottoscritte dall’Italia in ambito europeo.

Ed è proprio lo scenario che il sodalizio vuole evitare perché gli italiani stanno riacquistando fiducia e stanno offrendo i primi timidi segnali di ripresa dei consumi. Ma se l’Iva dovesse essere portata un po’ più in su, ecco che ogni sforzo fin qui fatto risulterebbe inutile. A detta di Aldo Sutter, presidente di Ibc, in Italia la debolezza della domanda pesa sulla scarsa dinamicità dell’economia. Per questa ragione – spiega – è fondamentale sterilizzare l’aumento dell’Iva previsto nel 2019.

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