Ci sono una notizia buona e una cattiva per i consumatori. Per il Tar del Lazio è corretta la fatturazione mensile delle bollette telefoniche e non quella a 28 giorni. La decisione arriva dai giudici della terza sezione del Tribunale amministrativo, i cui giudici hanno respinto cinque ricorsi proposti da Wind Tre, Fastweb, Assotelecomunicazioni ed Eolo, Tim e Postemobile. Allo stesso tempo, i giudici amministrativi hanno accolto i ricorsi presentati dagli operatori Vodafone e Wind Tre bloccando la strada del rimborso perché metterebbe a rischio la stabilità economica dei gestori telefonici. Semaforo rosso dunque all’obbligo di restituzione automatica agli utenti di telefonia fissa che doveva scattare in aprile

Nel mirino il provvedimento del Garante delle comunicazioni che ha sancito l’obbligo di fatturazione mensile e non ogni 28 giorni. La delibera 121 del 24 marzo aveva decretato l’illegittimità della fatturazione ogni quattro settimane. La misura era stata dettata dalla necessità di garantire una tutela effettiva degli utenti avendo riscontrato problemi in termini di trasparenza e comparabilità delle informazioni in merito ai prezzi.

Stop ai rimborsi dei consumatori

Congelato l’obbligo di rimborso automatico per gli utenti di telefonia fissa per la fatturazione delle compagnie a 28 giorni che sarebbe dovuto partire ad aprile. Così ha deciso il Tar sui ricorsi presentati da Vodafone e Wind rinviando alla trattazione di merito. Respinta invece definitivamente l’impugnazione della delibera Agcom che stabiliva il ritorno nella telefonia fissa alla fatturazione su base mensile. Sul tema è intervenuto anche il legislatore col decreto fiscale a sancire lo stop alla fatturazione a 28 giorni. La partita nelle aule di giustizia è ancora aperta perché solo a fine mese il tribunale si esprimerà sui ricorsi di Telecom e Fastweb.

Il Tar ha accolto il ricorso con cui le società chiedevano, in sede cautelare, di sospendere l’obbligo di rimborso automatico delle bollette emesse dal 23 giugno scorso, data entro la quale secondo l’Autorità gli operatori avrebbero dovuto ritornare alle bollette su 30 giorni. Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori, commenta duramente la decisione dei giudici amministrativi. A suo dire vanno stornati gli importi che le compagnie hanno incassato a partire dal 23 giugno 2017 – sottolinea -, data di entrata in vigore della delibera di marzo. E ancora: secondo il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, le compagnie telefoniche devono restituire fino all’ultimo euro quanto hanno percepito inviando bollette ogni 28 giorni e non già a 30 e 31 giorni.

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