Ecco come fare passo dopo passo



Attraverso la creazione di una macchina virtuale possiamo far funzionare quasi ogni sistema operativo all’interno del nostro Mac parallelamente a macOS, creando ambienti indipendenti e funzionanti. Le macchine virtuali sono utili per usare software progettati per altri sistemi, per esempio per Windows o per Linux, senza avere un secondo computer o senza dover riavviare il computer con Boot Camp. I due software più popolari per Mac sono Parallels e VMware Fusion, entrambi molto versatili, ma si tratta di software che costano oltre 80 euro ciascuno. Se non dobbiamo fare un utilizzo intensivo, possiamo usare VirtualBox di Oracle.

Si tratta di un ambiente per macchine virtuali gratuito e aggiornato in modo regolare direttamente da Oracle. VirtualBox consente di far funzionare, all’interno di una finestra, la maggior parte di sistemi Windows (da NT 4.0 a Windows 10) ma anche DOS/Windows 3.x, Linux (da 2.4 in poi), Solaris e altri sistemi. VirtualBox è compatibile anche con macOS, se abbiamo la necessità di avere un secondo ambiente Mac dove fare test senza modificare il sistema principale. Per iniziare, colleghiamoci al sito www.virtualbox.org e scarichiamo l’ultima versione del software OS X hosts. Il pacchetto installante pesa poco più di 80 MB.

È consigliabile avere almeno 8 GB di RAM nel proprio Mac per poter assegnare 2 GB di memoria alla macchina virtuale, necessari per il corretto funzionamento della macchina virtuale. Uno dei punti cardine di VirtualBox è la propria comunità di utenti e sviluppatori, che s’incontrano nel forum ufficiale all’indirizzo forums.virtualbox.org. qui troviamo consigli su come risolvere problemi e tutorial completi per far funzionare tutto in modo perfetto.

Se abbiamo la necessità di usare Windows sul nostro Mac, possiamo scaricare l’immagine del DVD originale (a 32 o 64 bit) dal sito Microsoft. Ricordiamoci che dovremo attivare il sistema operativo entro pochi giorni dall’installazione con il Product Key, oppure acquistando un codice di licenza ufficiale. Con Linux la situazione è più semplice, almeno dal punto di vista burocratico. Possiamo scaricare e usare liberamente praticamente qualsiasi distribuzione, come la popolare Mint 18, che nasce già ricca di molti software utili o l’innovativa Linux Lite 3.2, per chi preferisce un ambiente più minimalista.

Dopo aver installato e avviato VirtualBox, vedremo l’elenco delle macchine virtuali completamente vuoto. Clicchiamo Nuova, diamole un nome, scegliamo il tipo di sistema operativo da ospitare (Microsoft Windows) e versione (Windows 10-64 bit). Il setup per Windows è piuttosto semplice. Assegniamo 2 GB di memoria RAM alla macchina virtuale e scegliamo di creare un nuovo disco VDI di tipo dinamico per non occupare troppo spazio sul Mac. Ci vorranno comunque almeno 20/25 GB di spazio libero. La macchina è quasi pronta. Dopo aver premuto Avvia, VirtualBox ci chiederà di specificare dove si trova il file ISO contenente l’installazione di Windows. Dopo pochi secondi partirà l’installazione del nuovo sistema. Ricordiamoci di attivare la nostra copia di Windows.

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