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iOS 11

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Le novità più interessanti arriveranno dal versante dell'aggiornamento software

Quali saranno le novità di Apple nel 2017? Cosa aspettarsi dalle prossime generazioni di iPhone e iPad? E quali passi in avanti saranno compiuti con la nuova versione dell’iOS ovvero l’iOS 11, anticipato dall’atteso aggiornamento iOS 10.3? Ebbene le strategie commerciali dei prossimi 12 mesi si prospettano in linea con quelle delle scorso anno, ma con un inevitabile sforzo in più (leggasi preoccupazione) da parte della società di Cupertino per via delle performance non proprio esaltanti dell’iPhone 7. La nuova release del melafonino, sia essa denominata iPhone 8 o, mantenendo la continuità degli ultimi anni iPhone 7S, sarà un aggiornamento incrementale dei modelli attualmente a scaffale.

Nessuna rivoluzione, dunque, ma solo molti piccoli ma significativi cambiamenti in grado di rendere più soddisfacente l’esperienza d’uso. Nel dettaglio, le ultime notizie raccontano del lancio sul mercato della solita coppia di smartphone ovvero le release aggiornate degli attuali iPhone 7 con schermo da 4,7 pollici e iPhone 7 Plus da 5,5 pollici. A dirla c’è anche chi, come il sito Macotakara, non esclude una terza variante con display da 5 pollici. A ogni modo si infittiscono le voci che vogliono l’azienda di Cupertino decisa a puntare sulla tecnologia Oled, almeno nella versione Plus, forse ipotizzando un display curvo ai lati. Lancio sul mercato e messa a scaffale sono previsti agli inizi del prossimo autunno.

Capitolo iPad, la multinazionale statunitense proseguirà solo in parte nella scia di quanto finora proposto. Fra le novità che potrebbero caratterizzare questo anno ci sarebbe il lancio di tre versioni della tavoletta multimediale, una da 12,9 pollici, una seconda da pollici o 10,5 e una terza da 9,7 pollici. A disegnare gli scenari ci ha pensato il noto analista Ming-Chi Quo di KGI Securities, spesso puntuale nelle sue previsione. Ebbene, a suo dire, il modello da 12,9 pollici rappresenterà un aggiornamento dell’iPad Pro e sarà caratterizzato dalla presenza del processore A10X. Lo stesso che segnerà la seconda release. Il terzo iPad, quello con display da 9,7 pollici, sarà invece il modello più economico e basato sul chip proprietario A9.

Difficile mettere in conto un ulteriore refresh della linea dei MacBook Pro mentre potrebbero arrivare novità sul fronte MacBook Air. In agenda ci sono il sogno di creare una iTV e il progetto di realizzare una iCar, anche se fa ancora molta fatica a prendere quota. Ma soprattutto l’azienda di Cupertino continuerà nella politica di rilasciare una major release ogni anno ed ecco allora che già in questa prima parte del 2017 dovrebbero essere rilasciate le prime notizie ufficiali sull’iOS 11, anticipato dall’iOS 10.3, di cui si resta in attesa della prima beta, e dall’iOS 10.2.1, in dirittura d’arrivo.

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Microsoft e Google interessate al progetto

Resta solo da capire se il nuovo trend troverà spazio già con l’iPhone 8, basato sul futuro sistema operativo iOS 11 e atteso in questo 2017, o se l’appuntamento sarà rinviato di una generazione. Di certo WebAssembly è già realtà e non attende l’uscita dell’iPhone 8. Si tratta di un nuovo linguaggio di programmazione che permette di evitare l’installazione di app sul proprio device. L’avvio di un’applicazione passerebbe semplicemente dal cliccare (o tappare) su un link in una pagina web. Il primo vantaggio di questa soluzione è facilmente intuibile: smartphone e tablet si alleggerirebbero del peso delle app e gli utenti guadagnerebbero spazio nella memoria. Il secondo, strettamente collegato, è di mettersi al riparo dai continui aggiornamenti, oltre che a bug, interruzioni e crush. Microsoft e Google sono già al lavoro nel testare le potenzialità e i campi di applicazione di uno strumento che costringerebbe a un ripensamento del Play Store e dell’App Store.

Le app più scaricate per iPhone e iPad (e smartphone e tablet Android)

A proposito di app, il numero di quelle disponibili nel Google Play Store è arrivato a 2 milioni, mentre secondo altre proiezioni il mercato app di Apple sfiorerà i 5 milioni di prodotti entro il 2020 e naturalmente comprenderà anche l’iPhone 8 con il suo iOS 11. Per quanto in calo, il mercato delle app è quindi ancora vivo e vegeto. Secondo il rapporto di Sensor Tower, tra gennaio e marzo 2016 ci sono stati 11,1 miliardi di download. Ma quali sono le app più scaricata in Italia? Per iPhone e iPad sono nell’ordine WhatsApp, CSR Racing 2, Instagram, Snapchat e Facebook. Anche su smartphone e tablet Android a farla da padrone sono i social media e i software di comunicazione: WhatsApp, Messenger, Farm Heroes Saga, Facebook e Slither.io.

L’app per parlare con i morti

Tra le proposte emergenti del mercato per i dispositivi mobili ci sono le app commemorative. L’ultima è Luka, progettata da una startup di San Francisco, che crea un avatar delle persone scomparse. Il software ospita un sistema di intelligenza artificiale che cataloga tutte le comunicazioni come sms e interazioni sui social network tra il telefono e la persona defunta per poi riproporle nelle conversazioni.

Wi-Fi? No, i segnali luminosi

Gli smartphone del futuro potranno navigare seguendo i segnali luminosi. Le connessioni wireless cambieranno volto nei prossimi anni con l’avvento del Li-Fi, una nuova tecnologia di collegamento a Internet con i raggi luminosi: il router viene sostituito da una lampada a led che lampeggia a una frequenza invisibile, inviando dati al telefono per la connessione a internet sotto forma di intervalli di luce. Diventeranno così un ricordo le tanto discusse onde elettromagnetiche e potremo collegarci a una velocità cento volte superiore a quella del Wi-Fi. Un primo esempio di tecnologia Li-Fi è quello della start-up italiana To Be, che ha sviluppato una lampada intelligente che trasmette a un dispositivo per bambini contenuti adatti come cartoni, giochi, libri educativi. Si risolvono due problemi con un solo dispositivo: l’esposizione alle onde elettromagnetiche e il controllo dei contenuti.

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Tante le aspettative sulle società di Cupertino. Ecco perché

C’è una ragione ben precisa per cui il 2017 sarà un anno speciale per Apple. Si tratta infatti del decimo anniversario dal lancio dell’iPhone. Ecco perché sono in tanti a scommettere come al prossima generazione del melafonino, al di là della denominazione (iPhone 8 o iPhone 7S), possa realmente rappresentare uno spartiacque tra quanto realizzato fino a ora e i futuri standard di innovazione. Anche perché, se dobbiamo dirla tutta, le aspettative sull’iPhone 7 sono state piuttosto disattese. Poche le vere e rilevanti novità, nessun effetto wow e la sparizione del presa del jack per le cuffie da 3.5 mm non è ancora stata digerita fino in fondo.

Ecco allora che l’iPhone 8 (o iPhone 7S) potrebbe realmente proporre qualcosa di nuovo. Ma cosa? Di brevetti, anche rivoluzionari, ce ne sono in abbondanza, tuttavia è realmente difficile comprendere cosa sarà implementato al di là di un miglior display (è arrivato il tempo dell’Oled?), di un sistema wireless per la ricarica della batteria e magari di un design ridisegnato. Il suo cuore sarà senza dubbio rappresentato dall’iOS 11: in fin dei conti è proprio dal versante software che sono giunte le maggiori innovazioni in casa Apple. E anche in questa occasione si rinnoverà la sfida con la comunità degli hacker sul terreno del jailbreak.

Di certo c’è da mettere in conto una maggiore diversificazione dei profitti perché le vendite di iPhone non sono così brillanti come il passato. E su alcune scelte, come l’Apple Watch, la risposta dei consumatori è stata in chiaroscuro. Nel corso del 2017 potrebbe poi vedere la luce il nuovo iPad Air 3 e magari una rinnovata versione dell’iPad Mini 5. Difficile mettere in conto un ulteriore refresh della linea dei MacBook Pro mentre potrebbero arrivare novità sul fronte MacBook Air. In agenda (in realtà senza una scadenza ben precisa), ci sono il sogno di creare una iTV e il progetto di realizzare una iCar, anche se fa ancora molta fatica a prendere quota.

La stretta attualità passa invece dai guai fiscali. Come ampiamente preannunciato, l’Irlanda non rivuole indietro dalla Apple i 13 miliardi di euro in tasse non pagate, che invece la Commissione europea le aveva chiesto di recuperare. Il Governo non ci sta a passare per quello che ha illegalmente aiutato l’azienda a fare profitti alle spalle dei contribuenti, e ha presentato il suo ricorso contro Bruxelles. La Commissione invece ha pubblicato il testo della decisione di agosto, arricchito di dettagli sulla maxi-evasione “legalizzata” dall’Irlanda. Per il ministero del Tesoro irlandese, l’Antitrust europeo è andato al di là dei suoi compiti fino a interferire con la sovranità nazionale.

Per l’Unione europea, l’Irlanda ha dato un vantaggio selettivo alla Apple attraverso i due tax rulings del 1991 e del 2007, grazie ai quali metteva in atto uno schema già noto all’Antitrust, cioè lo spostamento di profitti: la società registrava tutte le vendite nella sede irlandese invece che nei Paesi dove i prodotti venivano effettivamente venduti e tali profitti, anziché essere tassati al 12,5% come previsto dalla corporate tax irlandese, venivano riversati a una sede centrale fantasma ed esentasse in base alla legislazione irlandese sulle società senza Stato abolita poi nel 2013. Per Bruxelles si tratta di un vantaggio selettivo perché altre multinazionali, sempre residenti in Irlanda, non ne hanno beneficiato.

Il ricorso dell’Irlanda apre la strada a una battaglia legale epocale, visto che si tratta del più consistente recupero di aiuti di Stato mai chiesto dall’Europa. Anche la Apple ha schierato il plotone dei suoi avvocati. Il 2017 riserverà molte novità anche sotto il profilo giudiziario.

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