Con il nuovo top di gamma si presenta una prima grande occasione per rilanciarsi

Samsung è in crisi: dopo lo stop della produzione, la multinazionale sudcoreana ha sospeso a livello globale le vendite e le sostituzioni del Galaxy Note 7, in quello che è un nuovo duro colpo per la società e che si fa subito sentire in Borsa, dove il titolo ha perso il 5%. Una decisione che arriva a poche ore dallo sbarco della “guerra degli smartphone”con Apple alla Corte suprema americana. Una battaglia iniziata cinque anni fa, dopo che il fondatore di Apple, Steve Jobs, aveva dichiarato una “guerra termonucleare” contro Android, il sistema operativo di Google che gira anche sugli smartphone Samsung. I saggi ascolteranno le motivazioni di ognuna delle due parti per 90 minuti, in quello che è il primo caso sui brevetti che arriva alla Corte suprema Usa dal 1800.

La guerra è iniziata ufficialmente nel 2012, con un’iniziale vittoria di Apple. Poi di ricorso in ricorso si è arrivati ai saggi, chiamati a esprimersi su un caso che avrà ripercussioni sull’intera industria tecnologica. Il tutto mentre dal punto di vista commerciale, la società di Cupertino ha da meno di un mese messo a scaffale il suo iPhone 7, che da ora in avanti avrà a che far con un competitor in meno. Non è un caso che il titolo della Mela ha continua o a salire, mentre tutta l’intera Wall Street era in calo. D’altra parte il danno economico per il produttore asiatico è stato valutato tra 1 o 2 miliardi di dollari.

A poche ore dall’udienza, Samsung ha dunque acceso il semaforo rosso alla continuazione delle vendite del Galaxy Note 7. Il colosso sudcoreano ha chiesto ai suoi partner, compagnie telefoniche e rivenditori, di sospendere le vendite e le sostituzioni del phablet mentre vanno avanti le indagini sui recenti incidenti. Secondo gli esperti, all’origine delle esplosioni del Samsuns Galaxy Note 7 potrebbe esserci un corto circuito delle batterie al litio provocato da una separazione non ottimale tra catodo e anodo oppure il surriscaldamento dell’apparecchio che causerebbe una reazione degli elettroliti con altri elementi chimici, innescando una crescita di calore.

«Restiamo impegnati a lavorare diligentemente con le autorità per assumere le misure necessarie per risolvere la situazione», afferma Samsung. Sarebbero circa 2,5 milioni gli esemplari di Samsung Galaxy Note 7 venduti, con una particolare concentrazione negli Stati Uniti e in Corea del Sud. La situazione in Italia è meno complicata del prevista poiché il phablet non è mai stato ufficialmente messo in commercio, se non attraverso una prima fase di preordine di circa 4.000 unità, di cui consegnate meno della metà. In ogni caso è previsto il rimborso della spesa. Dinanzi a questi due fronti di battaglia occorre rilanciarsi e con il Samsung Galaxy S8, atteso comunque non prima dell’inizio del 2017, si presenta una prima grande occasione.

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