Il Samsung Galaxy Note 8, erede dello sfortunato Note 7 che Samsung ha dovuto ritirare dal mercato meno di un anno fa perché esplosivo a causa di problemi alla batteria, sarà svelato il 23 agosto 2017. Dopo le indiscrezioni delle ultime settimane, la data è stata infatti confermata dalla compagnia, che ha twittato l’invito per l’evento. Stando alle voci che circolano da tempo, infatti, il phablet dovrebbe avere uno schermo da 6,3 pollici e avrà molti punti in comune con il Samsung Galaxy S8+. Il display, ad esempio sarà dello stesso tipo, con bordi sottili e pensato per fruire meglio di filmati e videogame. Quello del Samsung Galaxy S8+ è da 6,2 pollici, QHD+ Super Amoled 18,5:9 con risoluzione pari a 2.960 x 1.440 pixel.

Per via del restringimento delle cornici nella parte anteriore in cui il display occuperà la quasi totalità dello spazio, lo scanner per il riconoscimento delle impronte digitali del Samsung Galaxy Note 8 dovrebbe essere spostato sul retro. Siamo davanti a un terminale altamente competitivo, tenendo conto che a bordo del Samsung Galaxy Note 8 sono attesi un processore Exynos 8895 con 6 GB di RAM, una dual-camera da 12 megapixel con stabilizzatore ottica dell’immagine, oltre al supporto del dock di espansione DeX e naturalmente della compatibilità della S Pen. Sorprende invece che la batteria sarebbe da 3.300 mAh mentre quella del Samsung Galaxy S8+ è più capiente con i suoi 3.500 mAh.

Oltre lo lo scanner dell’iride

Un gruppo di ricercatori del Chaos Computer Club ha trovato un modo di bypassare lo scanner dell’iride a bordo di Samsung Galaxy S8 e Samsung Galaxy S8+. Il procedimento è in realtà piuttosto semplice. Per prima cosa viene scattata una fotografia del soggetto da una distanza moderata per mezzo di una fotocamera digitale, utilizzando la modalità notturna, in modo da catturare la stessa immagine a infrarossi che vedrebbe lo scanner del Galaxy S8. Poi la foto viene stampata con una stampante laser Samsung. Infine, una lente a contatto viene posta sopra l’iride stampata per simulare un oggetto tridimensionale, che lo scanner dello smartphone riconosce erroneamente come un vero occhio.

In buona sostanza chiunque abbia la capacità di scattare un’immagine frontale di un soggetto, può accedere al suo dispositivo con minimo sforzo e risorse. Tutto questo nonostante Samsung affermi che il dispositivo di scansione dell’iride sia uno dei modi più sicuri per mantenere il telefono bloccato e il contenuto privato, dichiarando anche che “se esiste una vulnerabilità potenziale o è stato scoperto un nuovo metodo che sfida i nostri sforzi per garantire la sicurezza in qualsiasi momento, ci organizzeremo per porvi rimedio il più presto possibile”.

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